
Comunicato stampa
cs28-2006 Roma
26 maggio 2006
Infanzia: aumentano i
bambini in povertà. A rischio di
sfruttamento, devianza, disagio sia minori italiani che stranieri
“I bambini che chiedono soldi ai semafori o alcuni drammatici fatti di cronaca che documentano violenze, abusi e gravi mancanze e negligenze ai danni di minori, sono solo la manifestazione più visibile di tendenze strutturali che rileviamo e che ci preoccupano”.
E’
il commento di Arianna Saulini, coordinatrice del Gruppo di Lavoro sulla CRC
(Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e Adolescenza) e responsabile
dell’Area Diritti di Save the Children Italia, nel presentare i “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
in Italia”- Secondo Rapporto di Aggiornamento sul monitoraggio della
Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia. Una pubblicazione
resa nota oggi, alla vigilia del 15° anniversario della ratifica della
Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza da parte
dell’Italia (27 maggio 1991), e realizzata dal Gruppo di Lavoro per la CRC –
una rete di 45 organizzazioni del terzo settore coordinate da Save the Children
Italia (si veda nota in calce).
Scopo del rapporto, l’esame di quello che il nostro paese sta facendo per
tutelare i diritti dei minori e dare attuazione alle Raccomandazioni che il
Comitato Onu sui Diritti dell’ Infanzia ci ha rivolto nel 2003. I dossier che
annualmente il Gruppo di lavoro redige confluiranno in un Rapporto
Supplementare a quello che il governo italiano è tenuto a presentare alle
Nazioni Unite nel 2008.
“Il
rapporto prende in esame moltissime questioni relative all’infanzia: le misure
di attuazione della Convenzione in
Italia, i servizi sanitari e di assistenza all’infanzia, l’educazione, il
gioco, le attività culturali, le misure di tutela dei minori”, prosegue Arianna
Saulini. “In questo quadro generale abbiamo rilevato alcune tendenze che
richiedono massima attenzione e tempestività di intervento. In particolare
siamo preoccupati per la riduzione in povertà di molti bambini insieme alle
loro famiglie e dall’aumento di fenomeni di sfruttamento legati alle condizioni
di disagio sociale, emarginazione e solitudine in cui si trovano molti minori
sia stranieri che italiani”.
Il Rapporto“I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia” conferma,
per esempio, la preoccupante crescita della povertà minorile. Stime recenti
valutano in 17 milioni i bambini in stato di povertà in Europa, con l’Italia al
secondo posto per minori poveri.
Secondo il Rapporto del Centro di
Ricerca Innocenti dell’UNICEF il 16,3% dei bambini nel nostro paese vive al di
sotto della soglia nazionale della povertà.
“La riduzione in povertà di un più
ampio numero di bambini è preoccupante
e va ricollegata, tra l’altro, alle condizioni economico-sociali delle
mamme”, si legge nel Rapporto, “in particolare al loro status di occupate o
disoccupate. L’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo
economico ha infatti dimostrato una relazione inversamente proporzionale
tra tasso di occupazione femminile e tasso di povertà tra i bambini ”.
Tenendo presente che l’Istat ha segnalato nel quarto
trimestre 2005 una diminuzione del tasso di occupazione femminile (nella
popolazione in età compresa tra i 15 e 64 anni) di 0,2 punti percentuali rispetto
allo stesso periodo dell’anno precedente, “possiamo ipotizzare che le
probabilità per un bambino italiano di vivere in condizioni di povertà siano
risultate, nel 2005, superiori a quelle
del 2004”.
“ Un’altra fascia di bambini e ragazzi
particolarmente vulnerabile è quella dei minori migranti”, spiega ancora la
Coordinatrice del Gruppo di Lavoro per la CRC. “Il quadro che emerge dal
Rapporto è quello di un gruppo ancora insufficientemente tutelato sin dall’ arrivo
alle nostre frontiere, dove approdano anche ragazzi provenienti da paesi in
guerra, magari ex bambini soldato. Una volta entrati in Italia, la difficoltà
di accedere a programmi di integrazione e successivamente di avere un permesso
di soggiorno mette i minori migranti in
una condizione di solitudine, di debolezza e quindi a rischio di cadere vittime
di fenomeni di sfruttamento sia sessuale che lavorativo e di devianza”.
Sono quasi 6.500 i minori
stranieri non accompagnati in Italia (al 30 dicembre 2005), secondo i dati del
Comitato minori stranieri. Provengono per lo più da Romania, Marocco, Albania. Di questi minori, sempre
più numerosi (l’Italia è insieme alla Spagna il paese europeo con il più alto
numero), “una
percentuale rilevante è in Italia senza un regolare titolo di soggiorno,
nonostante non possano essere espulsi e abbiano dunque diritto al rilascio di
un permesso di soggiorno. Inoltre moltissimi di questi minori”, si legge nel
Rapporto, “si allontanano immediatamente dalle comunità di accoglienza in cui
vengono inseriti, tornando a vivere in condizioni assolutamente inadeguate: in
case o fabbriche abbandonate o per strada. Non vanno a scuola, non accedono
all’assistenza sanitaria e sono dunque esposti a varie forme di sfruttamento e
devianza”.
La
prostituzione minorile, tra sfruttamento e disagio sociale
“La diffusione della
prostituzione minorile, a volte collegata alla tratta, è una delle facce della
scarsa tutela e solitudine dei minori stranieri, benché il fenomeno coinvolga
anche molti minori italiani”, fa notare ancora Arianna Saulini. “All’interno
del fenomeno della prostituzione merita una particolare attenzione quella
maschile straniera tanto poco conosciuta quanto diffusa. E’ importante sapere,
per esempio”, prosegue la coordinatrice del Gruppo“che tra i minori che si
prostituiscono molti sono rumeni rom, una minoranza etnica particolarmente
vulnerabile. Per questi ragazzi, spesso, la decisione di prostituirsi non è
frutto della coercizione anche se resta elevato il rischio e anche i casi di
sfruttamento, così come è ricorrente il coinvolgimento di questi minori in
attività illegali”. La prostituzione minorile italiana invece “riguarda, per lo più, bambini e ragazzi
italiani che, a causa di condizioni
socio-economiche disagiate, trovano, in modo coatto o autonomo, nella
prostituzione, spesso in casa, a volte anche in strada, un importante supporto
economico per sé o per il proprio nucleo familiare”, si legge nel Rapporto del
Gruppo di Lavoro. “Oppure rappresenta un mezzo per procurarsi sostanze
psicotrope o una fonte di denaro per soddisfare bisogni non primari”.
Ma
quanti sono i minori che si prostituiscono, quanti sono vittime di tratta,
quanti i bambini che subiscono violenza e abuso, quanti i minori negli istituti
o appartenenti a minoranze etniche?
“E’ inaudito che su
alcune questioni molto serie relative alle condizioni dell’infanzia in Italia,
manchino da anni dati ufficiali”,
sottolinea ancora Arianna Saulini. “Ad oggi non conosciamo il numero di bambini
e bambine che vivono fuori della famiglia”, elenca, “non sono state istituite
anagrafi regionali sul numero di minori in strutture residenziali come istituti
e case-famiglia e non è operativa la banca dati dei minori dichiarati
adottabili e degli aspiranti genitori adottivi. Mancano dati ufficiali sui
minori Rom”, prosegue. “Non è possibile stimare il numero di minori vittime di
tratta dato che gli unici dati disponibili sono quelli relativi al rilascio dei
permessi di soggiorno per protezione sociale e ancora incomplete sono le
statistiche sull’abuso a danno di
minori”
segue
“E’ evidente che i passi da compiere per garantire
adeguata tutela ai minori presenti in Italia siano ancora molti, a partire da
un’esaustiva conoscenza dei loro bisogni e dei problemi che li riguardano”,
commenta Arianna Saulini. “Alla luce di ciò il Rapporto del Gruppo di Lavoro
vuole essere uno strumento utile e costruttivo. Oltre quindi a rilevare le
eventuali carenze nelle politiche, nelle leggi e nelle azioni messe in atto dal
nostro paese in favore dell’infanzia”, precisa, “ offre tutta una serie di
raccomandazioni e indicazioni su cosa fare. Per esempio, ci auguriamo che il
nuovo Governo provveda quanto prima
all’istituzione del Garante nazionale indipendente per l’infanzia. Rafforzi e
implementi il meccanismo per la
raccolta e l’analisi dei dati disaggregati sui minori. Provveda all’adeguata
accoglienza dei minori stranieri in Italia regolamentando la materia relativa al rilascio del
permesso di soggiorno, al diritto al lavoro, al diritto alla protezione
all’arrivo in frontiera. Auspichiamo che sia finalmente approvata una legge sul
diritto all’asilo. Che grazie all’azione congiunta di istituzioni e ong di
settore, si avviino misure per il supporto ai minori vittime di tratta e di
varie forme di sfruttamento, da quello sessuale, a quello lavorativo. Come
Gruppo di Lavoro”, conclude Arianna Saulini, “continueremo nella nostra
attività di monitoraggio e di attenta osservazione di quanto il nostro paese
sta facendo e farà per tutelare i diritti dei bambini presenti in Italia”.
Per ulteriori informazioni:
Emanuela Salvatori
Ufficio stampa Save the Children Italia
Tel: 06.48.07.0023;
press@savethechildren.it
Nota: Il Gruppo di
lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza
E’ attualmente costituito dalle seguenti 45 organizzazioni del terzo
settore: Agedo - Associazione Genitori di Omosessuali – Onlus, AiBi
Associazione Amici dei bambini, Amnesty International Sezione italiana, ANFAA Associazione nazionale famiglie
adottive e affidatarie, Arché,
Arciragazzi, Associazioni Bambinisenzasbarre, Associazione Camina - per una
città amica dell'infanzia e dell'adolescenza sostenibile e partecipata,
Associazione Gruppo Abele onlus, Associazione Il Ponte onlus, Associazione On
the Road, Associazione Rompere il Silenzio, Associazione Stak onlus Camera minorile Milano, Caritas italiana, CBF Centro per il Bambino e la Famiglia, Centro
per la Salute del Bambino onlus, Centro Studi Hansel e Gretel, CESVI,
CIAI Onlus - Centro Italiano Aiuti all’Infanzia, CIES Centro Informazione e
Educazione allo Sviluppo, CISMAI Coordinamento Italiano dei Servizi contro il
Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia, Cittadinanzattiva CNCA Coordinamento
Nazionale Comunità di Accoglienza, Comitato italiano per l’UNICEF, Comunità
Nuova, Consiglio Nazionale sulla Disabilità, Cooperativa Sociale Pralipé, CRAS
onlus, ECPAT Italia, IBFAN Italia, Ires – Cgil, IRFMN Istituto di Ricerche
Farmacologiche "Mario Negri", Istituto per
la Prevenzione del Disagio Minorile, La Gabbianella
Coordinamento per il sostegno a distanza, Libera, MAIS Movimento per
l’Autosviluppo, l’Interscambio e la Solidarietà, MAMI Movimento Allattamento
Materno Italiano, Opera Nomadi, OVCI la Nostra Famiglia, Save the Children
Italia, SIMM Società Italiana di Medicina delle Migrazioni , Terre des Hommes
Italia, UISP Unione Italiana Sport Per tutti, VIS - Volontariato Internazionale
per lo Sviluppo.