Comunicato Stampa: genitori di omosessuali su bullismo
 


AGeDO - GENITORI DI OMOSESSUALI
ORGANIZZAZIONE NAZIONALE DI VOLONTARIATO - ONLUS
ASSOCIAZIONE DI SOLIDARIETA' FAMILIARE
Via Bezzecca 4 - 20135 Milano (Italy)
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La Presidente Paola Dell'Orto, a nome dell'Associazione Genitori di Omosessuali, esprime la sua solidarietà e quella di tutti i genitori di persone omosessuali ai minorenni vittime di bullismo, augurandoci che anche in futuro vengano finalmente portati alla luce tutti i casi di prevaricazione bullista che prima venivano ignorati, nel disinteresse quasi generale delle strutture educative. Esprimiamo forte preoccupazione per la superficialità con la quale viene affrontato anche ora, in un momento così tragico, il problema la cui soluzione noi genitori, da decenni, abbiamo ritenuta "urgentissima", nel disinteresse quasi generale delle scuole, dei presidi, delle Commissioni e dei Provveditorati. Ancora oggi sui quotidiani e nelle televisioni, psicologi, pedagogisti, deputati e presidi dichiarano che la violenza bullista deriverebbe dalla tv e dai videogiochi violenti.
Ci opponiamo con forza a questa visione parziale che esclude la vera responsabilità di chi fino ad ora ha voluto evitare di occuparsi di queste tematiche, aspettando che scattasse un'emergenza. I nostri figli omosessuali, soprattutto se minorenni, ricevono gratuitamente enormi dosi di violenza bullista dai loro compagni da sempre. Anche quando i videogiochi non erano diffusi quanto ora, la quantità di violenza ricevuta era straordinaria, numericamente identica a quella attuale.
Solo chi è incompetente sulla questione bullista può individuare una causa esterna alle strutture educative. E che dire degli esempi di questa società in generale e della violenza di molti nostri politici?
Noi genitori di figli e figlie omosessuali (che, lo ricordiamo, sono il 10% della popolazione) siamo a conoscenza di questo problema gravissimo e da oltre un decennio denunciamo il clima di violenza bullista nelle scuole, nei centri di aggregazione, nei luoghi educativi in generale (che si trasforma in mobbing sui luoghi di lavoro).
Dobbiamo purtroppo definirci "contenti" che finalmente questi struzzi, educatori e famiglie, debbano tirare fuori la testa dalla sabbia e non possano più negare che esista la violenza, solo perchè dei filmati sono stati diffusi? Ci aspettiamo che almeno in questa occasione chi si dovrà occupare di questo tema non commetta verso i nostri figli altra violenza, escludendo la questione omosessuale dall'elenco delle vittime di bullismo, dentro la scuola e negli ambienti educativi.
Da molti anni proponiamo alle scuole italiane percorsi di prevenzione del bullismo omofobico e di promozione di un clima di accettazione delle minoranze sociali. Attualmente partecipiamo a un progetto innovativo di ricerca e intervento intitolato "Family Matters" ("L'importanza della famiglia") finanziato dalla Commissione Europea e condotto dall'Università del Piemonte Orientale, sul sostegno delle famiglie come strumento di prevenzione della violenza ai danni degli adolescenti omosessuali. Ma spesso le agenzie educative rifiutano i nostri progetti perchè, dicono, da loro gli omosessuali non esistono per cui non esiste neppure il bullismo.
Chiediamo ora di essere finalmente ascoltati dalle autorità incaricate di proteggere la salute, l'incolumità e la dignità dei nostri figli: il Ministro della Pubblica Istruzione, la nuova Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza, le Commissioni Istruzione di Camera e Senato, la Ministra Bindi per le Politiche della Famiglia e la Ministra Giovanna Melandri, competente per le Politiche Giovanili.
Insieme potremo porre un freno, serio, ad ogni tipo di violenza in quei luoghi dove i nostri figli hanno subìto bullismo, prevaricazione, ricatti, pestaggi, insulti e ogni altro atto di violenza e di umiliazione profonda, per il solo fatto di essere se stessi.
La Presidente Nazionale
Paola Dell'Orto
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