La lettera di Laura Mariotti - AGeDO di Torino - è una delle tante reazioni arrivate all'Ispettorato della Regione Piemonte, di fronte al comportamento scorretto della Preside e dei docenti dell'istituto per Geometri Nervi di Novara che hanno permesso la pubblicazione nella loro scuola di un giornaletto con un articolo altamente offensivo per le persone omosessuali.
L'Agedo, dopo aver contattato la Preside dell'Istituto per un intervento educativo e chiarificatore, - rifiutato in malo modo - ha dovuto denunciare il fatto alla Direzione Scolastica Regionale perchè venisse attivata un'ispezione nella scuola.
All'attenzione della Dott.ssa Bertiglia
Direzione scolastica Regione Piemonte
Sono venuta a conoscenza dei fatti incresciosi verificatisi nell'Istituto Nervi di Novara e, in veste di insegnante e di madre desidero comunicarle il mio sconcerto sia per l'atteggiamento diseducativo del corpo docente (non è credibile che fare il Ponzio Pilato della situazione sia di per sé un gesto di libertà e di rispetto verso gli studenti, soprattutto di fronte ai pregiudizi che troneggiano orgogliosi e indisturbati in quella scuola) sia per le mancate rimostranze delle autorità (Pubblica Istruzione) sul caso in questione.
Nel mio ruolo di docente ho sempre considerato fondamentale insegnare ai miei alunni il rispetto del prossimo, l’accettazione delle diversità e il rifiuto di qualunque forma di discriminazione: sono compiti che rientrano a pieno titolo negli obiettivi educativi di ogni scuola e certo no solo nell’ora di Educazione Civica!!
La scuola è un potente agente formativo, a volte coadiuvato dalle famiglie, a volte ostacolato, ma a maggior ragione in quest’ultimo caso, il suo compito è proprio quello di seminare una buona dose di senso civico, indispensabile agli adolescenti di oggi per costruire – senza retorica – una società futura migliore di quella che noi abbiamo saputo offrire loto: se la nostra generazione si scandalizza dell’omosessualità è perché – in maggioranza – non conosce, non sa, in poche parole IGNORA. Ignora pertanto inorridisce o, come minimo, prova disagio e irritazione verso un fenomeno che in realtà è esistito da sempre, e fa parte della natura umana. Di per sé l’orientamento sessuale non connota né positivamente né negativamente l’individuo, che va giudicato per la sua correttezza e la sua onestà, non certo per i suoi sentimenti e le sue tendenze sessuali, che rientrano nella sfera del privato. Non mi risulta che ladri, mafiosi, politici corrotti, intrallazzatori della peggior specie o stupratori incalliti siano omosessuali, ma piuttosto etero come la maggior parte dei cittadini. E su questo nessuno si scandalizza.
È già successo addirittura che nell’ignoranza totale del fenomeno, si arrivi a scambiare per omosessualità la pedofilia (!!!) infliggendo un colpo mortale durissimo a chi è già costruito a subire nel suo quotidiano sottili e continue umiliazioni: ritengo pertanto la scuola colpevole, colpevole per i suoi silenzi, per l’imbarazzo con cui sceglie di non vedere, di non sentire, di non partecipare, di non contribuire a crescere giovani liberi dal pregiudizio, capaci di senso critico e sensibili verso le sofferenze di chiunque, omosessuali compresi.
È bene invece far riflettere gli adolescenti sul fatto che proprio il loro miglior amico, così come il loro medico, o il panettiere, il farmacista, il pescivendolo, l’autista, il notaio, l’avvocato o l’architetto – amico di famiglia e tanto stimato – potrebbe essere gay. Possiamo costruire nuovi roghi, una Santa Inquisizione più moderna, o impegnarci tutti – formatori in prima linea – per lottare contro i pregiudizi, l’ignoranza, la disinformazione. È certo che, per raggiungere obiettivi così importanti, è prima necessario “formare i formatori”, far sì che, almeno nelle scuole, gli educatori abbiano introiettato un’immagine meno stereotipata, più realistica o scevra da pregiudizi sul fenomeno – omosessualità.
A lei, in quanto responsabile di un settore così delicato e fondamentale come quello della scuola, il compito di stimolare una presa di coscienza, una maggior consapevolezza da parte dei docenti rispetto al problema in questione (ad es. attraverso corsi di formazione con personale competente): ciò aiuterà per lo meno a proteggere gli adolescenti omosessuali dalla disistima di sé e dalle crudeltà di alcuni compagni, e aiuterà gli educatori stessi ad essere persone più attente, più responsabili, più sensibili dei loro colleghi della Nervi.
Laura Mariotti