Lettera di una socia sul tema omosessualità e sacerdozio



Pubblichiamo un breve intervento da parte di una nostra socia in relazione alla recente presa di posizione del Vaticano che afferma che gli omossuali non devono essere ammessi all'ordinazione sacerdotale e a come la notizia è stata riportata da parte di un importante organo di informazione nazionale.

Leggo su La Repubblica di ieri (5 novembre 2002) che, dopo gli scandali dei preti pedofili in U.S.A, la Santa Sede avrebbe deciso di non ammettere al sacerdozio gli aspiranti sospettati di omosessualità.
Resto allibita di fronte a questa decisione che, penso, dovrebbe suscitare molte rimostranze - se è data così come è stata passata dall'informazione pubblica - scandalosa perché accomuna alla pedofilia solo un orientamento sessuale.
In primo luogo mi meraviglio che i nostri organi di informazione scorrettamente passino per buona una notizia a tale livello di disinformazione, contribuendo, in tale modo, ad un impoverimento conoscitivo e culturale nei confronti dell'opinione pubblica sull'equazione omosessualità - pedofilia.
Secondariamente, non mi meraviglio per la posizione cattolica che purtroppo, ancora una volta, dà per scontata l'esclusione di chi - forse - avrebbe più bisogno della fede e di un aiuto reale proprio per superare il problema di una sessualità che non riesce ad accettare.
Si "perdona" per prassi alle cadute sessuali di un sacerdote....non vedo questa grande differenza tra quelle etero e quelle omo! Quelle etero hanno dato spesso origine a grosse complicazioni.
Purtroppo non so come e quando la Chiesa cattolica uscirà dalle sue contraddizioni.

Luisa Bellavia