Lettera giunta in mailing-list AGeDO

Pubblichiamo la lettera che segue, inviata lo scorso 6 dicembre in mailing-list AGeDO da una nostra socia in risposta ad un posting di Paola Dall'Orto, che aveva in precedenza fatto pervenire del materiale relativo alle attività della comunità cristiana di base di Pinerolo.

From: Marialuisa Bellavia
To: agedo@yahoogroups.com
Sent: Friday, December 06, 2002 1:09 PM
Subject: [agedo] Don Franco Barbero

Abbiamo ricevuto tutti, ieri, gli allegati che Paola gentilmente ci ha mandato, è stato necessario un po' di tempo anche solo per dare un'occhiata al contenuto che mi è sembrato molto, molto in consonanza con il mio modo di vedere la vita e, in particolare, la situazione nostra: modo che non so se sia comune a tutti i membri dell'Agedo o della lista di cui facciamo parte. L'allontanamento e la separazione dalla chiesa cattolica è stato per me, purtroppo, molto traumatico: mi sono sentita buttata fuori, proprio come don Vitaliano - almeno penso - fuori dalla sua Parrocchia.
Si sono chiuse le porte alle mie spalle, non c'era molto rimpianto in chi le chiudeva (o forse sì) ma lo riteneva doveroso, perché è doveroso richiamare chi dà scandalo più e più volte ma, se non si ravvede, ritiene sia meglio staccarsi dal "ramo secco". Ma quanta linfa scorre ancora in quello che è ritenuto solo un ramo secco?
....gli scandali sono necessari...vecchi ricordi del Vangelo al quale ho cercato di conformare la mia vita. Ma cosa dà scandalo?
Difficile stabilirlo.
Per noi, credo, tutti è scandalo l'abbandono di chi si trova nel bisogno, di chi è smarrito, di chi viene lasciato nel dolore. Sì, la chiesa della Speranza si è chiusa alle nostre spalle, vediamo un'ingerenza sempre maggiore della "Santa Sede" anche nelle faccende politiche (anche se sono convinta che, da parte dei nostri politici, si tratti di un'apparenza, buona per gli sciocchi). Ci vengono chiuse - oppure no, Paola? - tante altre porte, come quelle dei ministeri.
Possiamo contare solo sulla buona volontà individuale di coloro che - siano sacerdoti o altre persone, le più aperte e piene di risorse, si preoccupano del vero buon vivere di tutti e si espongono in prima persona.
Ma non tutti sono degli eroi...la nostra società è, nel suo insieme, troppo corrotta per avere in sé queste aspirazioni. A che servono i nostri richiami quando non si vuole sentire? Possiamo farcela contro un muro di gomma?
Siamo di fronte ad una nuova ondata di conformismo e di perbenismo, mi sembra.
A tutti un caro saluto.

Luisa Bellavia