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In relazione all'intervento da parte del cardinale Angelo Sodano atto a richiedere una posticipazione del World Pride, manifestazione programmata per il luglio 2000, pubblichiamo qui di seguito una L E T T ER A A P E R T A a Sua Santità
Santità, come rappresentante delle famiglie italiane e di quelle europee che si sono riunite in varie associazioni in difesa dei diritti dei propri figli omosessuali e della serenità della propria famiglia, mi rivolgo a Lei, profondamente offesa dalla richiesta del cardinale Angelo Sodano di procrastinare il raduno internazionale che i cittadini omosessuali hanno indetto nel luglio del 2000 a Roma e già regolarmente autorizzato. Pensiamo che Roma possieda da sempre una forte valenza internazionale: per questo è stata scelta come sede di una manifestazione gioiosa in cui riaffermare quei diritti troppo spesso negati dalle pubbliche istituzioni e, purtroppo, sempre dalla Chiesa cattolica. Noi genitori vorremmo rivendicare anche per questi nostri figli il diritto all’amore, come quello che Cristo ci ha predicato e che troppo spesso è stato dimenticato fino agli eccessi dei roghi dell’Inquisizione e quelli, forse più difficili da riconoscere, dei giorni attuali. Il cardinale Sodano, con questa pressante richiesta, non solo commette una violenza contro una manifestazione che non ha mai creato problemi, ma dimentica anche il dovere che ogni credente ha di accogliere ‘con rispetto, compassione e delicatezza’ le persone omosessuali (cfr. CCC 2358). Che cosa può allora averlo disturbato se la Chiesa non ha nulla da imputarsi? Non ha pensato alle reazioni che ci sarebbero se qualcuno chiedesse di rinviare, per motivi di opportunità, alcune manifestazioni annunciate durante l’anno del giubileo? Noi crediamo nel valore della famiglia,
un alto valore umano perché sa abbracciare, amare, sostenere
chi ha bisogno, in ogni momento della vita, senza troppe inutili filosofie,
spesso distruttive, sul come essa debba o non debba essere.
A quel raduno saremo presenti anche noi genitori, a testa alta, senza spregio per nessuno, ma con la consapevolezza di chi vuole superare una mentalità che può uccidere: ci auguriamo che la forza delle nostre famiglie, anch’esse doppiamente benedette da Dio, aiuti ogni persona a ‘vedere più in là’ e a lavorare per una vita più serena e più umana. Che Dio possa illuminarla di fronte alla realtà della vita !
Paola Dall’Orto
Paola Dall'Orto
Associazioni aderenti: AGeDO per l'Italia
Milano, 15 febbraio 2000
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