Lettera al Direttore de Il Tempo

Caro Direttore,
la mia è una riposta, polemica mio malgrado, all' articolo di Ruggero Guarini apparso il 19 luglio col titolo: FIGLI AI GAY, SOGNO DA EGOISTI. Non spero nella pubblicazione - troppo lungo e personale il mio scritto - , mi contento che la legga Lei e la inoltri all' interessato, di cui non conosco l'indirizzo. Se poi ne nascesse qualche spunto positivo di discussione...ne sarei piu' che felice. Grazie della cortesia che Le chiedo.
Claudia Toscano, presidente AGEDO Pescara. (Ass.GEnitori ed amici Di Omossessuali)

AUDIATUR ET ALTERA PARS
(o meglio, una delle parti)

Caro Guarini,
le giro l' esortazione a concedersi una pausa di riflessione, ma soprattutto di approfondimento, riguardo ad un argomento su cui non è aggiornato, per sua stessa ammissione. Cerco di controbattere con umiltà le sue affermazioni, che vorrebbero essere ironiche, ma a mio avviso risultano molto piu' comiche di quelle categorie di persone che lei fa oggetto di dileggio. Non le scriverei, e sono sincera, se non avessi avuto stima di lei, della sua personalità e della sua cultura, fino a quando non ho letto quest' articolo così superficiale, così poco professionale! Non è compito del giornalista aggiornare informando, quindi esprimere un giudizio il piu' possibile obbiettivo e razionale? Senza ferire gratuitamente le persone o le associazioni di cui tratta, nella vana speranza di riuscire spiritoso? Se uno parla di prostitute, o di viados, o di migranti, o di froci imbaldanziti, deve pur conoscere queste persone come sono ora, deve averli ascoltati, per capirli e darne conto ai lettori. O no? "Ecco la lesbica che si scatena" penserà lei a questo punto. Invece no. Sono una signora brizzolata nata come lei nella prima metà del secolo scorso, con alle spalle un' educazione vetero-borghese, laica e liberale, come la sua, suppongo. Studi classici, insegnante di lettere in pensione. Una buona base per dialogare, teoricamente. Ma io i miei gusti sono stata costretta a sottoporli a revisione piu' di una volta, per vivere come voglio io in un mondo che cambia continuamente. Perciò mi fa ridere la sua ammissione di avere idee "demodé", come se fosse una virtu'. Ma allora perchè non si aggiorna o non tace? Così non sarebbe inciampato nelle contestazioni di una che peggio non le poteva capitare: infatti di GLBT (Gay, Lesbian, Bisexual, Transexual, bella compagnia!) un po' mi intendo e sono aggiornata. Sono loro amica e madre putativa di alcuni di quei tanti che non hanno una madre che li capisca e li accetti per come sono. Oltre ad essere madre biologica di uno splendido esemplare gay, dotato di tutte le virtu' desiderabili dai genitori, tranne quella dell' eterosessualità, che è piu' gettonata delle altre identità. Le quali in una società civile devono avere pari dignità, se non sono una scelta o un vizio ma una misteriosa "variante" non modificabile. D' accordo su questo? Andiamo avanti. Rida pure di tutti quelli che si associano e sventolano una qualche bandiera, ma perché crede che lo facciano, per esibizionismo? Lo so che la nostra educazione privilegiava l' individualismo, anche a me hanno insegnato a non mischiarmi con le masse perché ci si perde in decoro e non si riesce a far prevalere la propria linea di condotta, in mezzo agli inevitabili descamisados che saltano sempre fuori a rovinare la piazza. Ma ho imparato che solo uniti si puo' vincere, e io di battaglie ne ho fatte. Per i miei diritti di donna emancipata, per la dignità della mia bistrattata categoria, per la pace, infine per la dignità della minoranza dei "diversi". Finché ero sola, capivo ed accettavo mio figlio, ma con il resto del mondo ero impotente. Mi toccava subire le battute sui "froci" e tutta l' omofobia latente in ognuno, me compresa fino al giorno della svolta. Poi ho scoperto che c'erano altri genitori come me, con la stessa voglia di ribellarsi al conformismo e al perbenismo vigenti che perseguitavano, e ancora perseguitano - so quel che dico - i nostri figli e sono entrata nell' associazione. Che facciamo? Quello che sto cercando di fare io adesso: combattere il pregiudizio. Quello che lei dice di non avere. Magari fosse vero! E per fare questo bisogna dirlo, chi siamo, che senso avrebbe questa lettera se lei non avesse chiaro chi gliela scrive? Bisogna dirlo per fermare chi ci sta raccontando la solita trucida barzelletta sui "froci"che abbiamo il diritto di non voler ascoltare, bisogna dirlo per farci conoscere da chi ha bisogno di noi e da chi intende appoggiare la nostra causa. Perché, con sua licenza, é una causa, non le abbiamo inventate noi le discriminazioni. Lo stesso vale per chi è "diverso", che o subisce in solitudine e non denuncia intimidazioni e violenze, come avveniva in passato, o si unisce ai suoi simili e cerca di farsi valere, uscendo allo scoperto e rischiando il posto di lavoro, la pace familiare, le relazioni sociali. Ci vuole coraggio, oggi, per fare ciò in Italia, glielo assicuro, per questo chi lo fa se ne sente fiero. Non ci ho messo un giorno, ma anni, per capire il significato di questa fierezza, meglio tradurre così la parola PRIDE anzichè "orgoglio": é il contrario e la reazione alla VERGOGNA che per secoli li ha bollati. Questo, mi scusi, è il suo errore di fondo: il concetto che in Italia oggi uno puo' essere liberamente se stesso se è omosessuale. Siccome purtroppo non è così se non in qualche cerchia elitaria delle grandi città da Roma in su, penso che lei sia d' accordo che questo è un dirirtto che deve essere riconosciuto dalla società anche con leggi anti-discriminazione, se necessarie. E chi si batte per l' eguaglianza se non chi è interessato? Tornando al suo articolo, che ci frega del "compagno" Bassolino, quando abbiamo l' apprezzamento dei "compagni" Ciampi e Pera, che contano un tantino di piu'? (La sapeva questa? Controlli pure se dico balle.) Il rispetto della dignità umana non è un monopolio di partito, per fortuna. Anche con tanti giornalisti molto noti, tipo Augias, Mieli e con una miriade di giornaliste abbiamo un bel dialogo, basato sul quel rispetto che lei mostra di non avere fra le sue corde. Come il suo collega Nantas Salvalaggio, che però si è dato una calmata dopo le letteracce ricevute da noi. Lo sa invece che la cattolicissima Irene Pivetti ci è molto amica? Ha fatto un suo percorso umano, mi ha voluta nella sua trasmissione e si è lasciata intervistare da un giornale GLBT. Chi se l' aspettava, questa conversione sincera? Ma abbiamo anche tanti nemici: i politici di A.N. e della Lega, le alte gerarchie ecclesiastiche che ci attaccano tutti i giorni con volgare e violenta ignoranza. Sappiamo difenderci e contrattacare, abbiamo i nostri teologi, psichiatri, medici, sociologhi, legali, politici. Siamo una lobby, ma non abbiamo nessuna ambizione se non quella di veder finire le discriminazioni, di vedere le coppie omosessuali convivere liberamente o legalmente come le altre, alla luce del sole, senza il timore di guai se si scambiano un gesto d'affetto in pubblico. Allora sì che non avranno piu' senso le nostre associazioni e le manifestazioni, tutti noi ci ritireremo a vita privata, ben contenti di rimanere disoccupati o di dedicarci ad altro! Mi dispiace disgustarla con questi plurali, ma la lingua italiana non mi offre altra variante. Verrà il giorno in cui ci saranno meno NOI e VOI contrapposti: cristiani e "altri", occidentali e "altri", uomini e donne, eterosessuali e "altri"? E tutte diversità saranno veramente una ricchezza, anzichè fonte di timore?
Se poi vogliamo entrare nel merito della "indecente" proposta di legge, ben volentieri. Ma facciamo un'altra volta, visto che ho già scritto tanto? Anche io ho le mie perplessità, diverse da quelle che ha lei, che si limita a ribaltare banalmente sulle coppie gay un timore già molte volte ventilato per le coppie eterosessuali. Sull' argomento scrissi una lettera a Rosa Alberoni, che non pubblicò, naturalmente, perchè dissentivo da lei. La trova sul nostro sito all'inidirizzo http://www.agedo.org
. Ultima osservazione: sulla sua tirata riguardo alla violenza. Se ho capito bene, lei mette sullo stesso piano la violenza dei maschi che sfottono, aggrediscono e accoppano i gay con la risposta di chi a quella violenza si ribella con manifestazioni e comportamenti del tutto pacifici. Ha mai visto un gesto di violenza in un corteo da parte dei gay? Non so perchè, ma i gay sono molto pacifici per natura i gay, sono quelli che fin da bambini le botte non le danno date ma le prendono. Ed amano molto i bambini, glielo assicuro. Per questo la sua sparata è mortificante.
Quanto alle leggi, conosce la burletta del recepimento della direttiva europea contro le discriminazioni? Perchè non parliamo di quell' indecenza lì e non rinviamo ad altra data il problema delle adozioni, piu' che prematuro prima di una legge di PACS?
Infine le segnalo un bellissimo film della regista danese Hella Joof: UNA LEI FRA DI NOI. Dove i gay sono descritti come sono, cioè esseri normali, tranquilli, sereni ed integrati, con le loro storie sentimentali che si intrecciano con quelle degli "etero" e finiscono con fidanzamenti e matrimoni (orrore!), niente checche e ciarpame desueto.
Quanto ci vorrà per arrivare a questo in Italia?
Grazie per l' attenzione e se avrò un qualche riscontro avrò raggiunto il mio scopo. Se no pazienza, la lettera andrà sui nostri tanti siti e giornali ed io avrò fatto esercizio.
La saluto cordialmente. Claudia Toscano