Lettera di Giuseppe

 

Riportiamo volentieri questa testimonianza di Giuseppe, che ha scritto di recente alla nostra Paola Dall'Orto

Carissima Sig.ra Paola Dall'Orto, mi chiamo Giuseppe, ho 43 anni e vivo in Emilia, ricordo la Sua visita a Modena in occasione della festa della mamma di qualche anno fa.
Le sue parole sul rapporto speciale tra genitori e figli omosessuali mi rimasero impresse.
Anche se non è per tutti così, io sono stato fortunatissimo.
Lunedì 11/10 mi trovavo in Scilia a trovare i miei genitori, papà 77 e mamma 68 anni.
Durante la trasmissione su rai tre le storie di Corrado Agias è successo quello che da anni desideravo e che non ho mai avuto il coraggio, sia per la paura del rifiuto che per non far soffrire i miei, dicevo durante la trasmissione condotta con onesta professionale dal sig. Augias, una ragazza raccontava che i genitori della sua amica l'avevano cacciata di casa e non volevano più saperne di lei a causa della sua omosessualità.
I miei a sentire quel racconto rimasero meravigliati, come dei genitori potessero arrivare a tanto per una cosa di cui i figli non hanno colpa, "persone senza coscienza, li definivano.
Io a tal commenti scoppiai in pianto, loro non capivano, non collegavano, erano preoccupati, pensavano a un malore.
Io a stento riuscii a dire "anch'io sono come loro".
Mio padre disse qual'era il problema, che motivo c'era di piangere e star male, loro non erano come "quelli del nord" freddi e senza affetto, io non dovevo temere nulla.
Io cercai di spiegare le mie paure e loro li ritenevanoinfondate, che loro sono genitori e devono stare vicino ai figli, specialmente a quelli che più hanno bisogno di affetto e di aiuto.
Commozione, lacrime, abbracci.
Per me un miracolo, un regalo grandissimo.
La loro preoccupazione adesso è rivolta alla mia solitudine, sperano che trovi un compagno onesto che mi voglia bene, non dimentichiamo che appartengono ad una cultura maschilista-siciliana.
Sanno di un mio amico, che effettivamente è il mio fidanzato da quasi tre anni, mi hanno chiesto se anche lui fosse come me, alla mia conferma mi consigliavano di metterci insieme.
So che non hanno dormito per le prime notti, che stanno maturando e digerendo la notizia, temono che alcune persone del paese lo vengano a sapere e ci godano per questa cosa che ci è capitata: " proprio a non con un solo fglio maschio, pazienza l'importante che stia bene".
Adesso sono soli ed io sono un pò preoccupato, desidererei che avessero delle persone vicine che li aiutassero a superare questo momento.
Io ho solo una sorella sposata che vive a Carpi nella stessa mia città, lei e la sua famiglia sanno di me e Valerio.
Vorrei gridare a tutto il mondo quali grandi genitori mi ritrovo, mi hanno ridato la vita una seconda volta.
Anche se la gerarchia ecclesiale mi ha allontanato dal ministero dell'Accolitato, questo regalo mi fa superare ogni sofferenza sociale.
Grazie anche a Voi per il vostro impegno.
Un Abbraccio Forte

Giuseppe