Lettera a mio figlio (dopo il suo outing) - Risposta di una volontaria

 

Riportiamo una risposta di una nostra volontaria alla lettera di Mariangela (Lettera a mio figlio) pubblicata su La Stampa lo scorso 05/12/2004.

Cara Mariangela,
alla tua bella lettera è stata data risposta da un figlio, non da tuo figlio.
Vorrei risponderti quindi anch'io, che sono mamma, proprio come te, di un figlio gay, per farti sapere che non sei sola, non sei in un deserto, per quello che riguarda tuo figlio; come tu stessa riconosci, non stai certo vivendo un fallimento affettivo (anche se sembra di capire che non hai un marito affettuoso al tuo fianco, né altri figli).
Sì, la situazione è difficilissima da accettare all'inizio, perché non si è preparati: così sembra, tutto ad un tratto, che il mondo ti crolli addosso e ce ne vogliono, di tempo e di forze, di costanza e di coraggio per ricostruire dopo questa specie di terremoto. Quando ci riuscirai, però, sarà come nascere a nuova vita, dovrai entrare in un altro mondo - quello delle diversità - e la tua visione del mondo non sarà più bella, ma più completa e consapevole. Interiormente, sarà come dare nuovamente la vita anche a tuo figlio, dovrai rifare tutto il percorso che ti ha portato a darlo alla luce per accettare quella che per te è la sua nuova identità. Attesa lunga e laboriosa, parto travagliato - ma ci si riesce.
Amerai ancora di più questo figlio che ti sembrerà di aver generato due volte, affronterai con lui le sue inevitabili difficoltà, ti sentirai ancora più necessaria e acquisterai la certezza che nel suo cuore, per te, ci sarà sempre un posto speciale che nessun altro potrà avere.
Questo potrà compensarti delle altre perdite che ora avverti come un lutto. Ma non perdere la speranza, non è obbligatorio che tu non diventi nonna, le cose potrebbero sempre cambiare e tu potresti sentirti chiamata a darti da fare proprio perché le cose cambino.
Ritroverai la serenità, cara Mariangela, presto non sarai più così confusa; dalle tue parole si capisce che sei una persona forte, abituata a lottare per far fronte a tutte le necessità della vita; che non demandi agli altri i compiti che ritieni tuoi; che sei disposta a sacrificarti e a darti da fare. Così, se ascolterai la tua voce interiore, diventerai ancora più attiva ed utile, potrai trovare uno scopo che non pensavi proprio di poter avere e ti accorgerai che tante persone non potranno fare a meno di te e della tua difficile esperienza.
Se ti metterai in contatto con noi, sono sicura che potremo aiutarti a superare questo primo momento di grande sconforto: non sarai costretta a tenerti tutto dentro, ma potrai confrontarti liberamente con altri genitori che, proprio come te, si sono trovati a dover far fronte, con le proprie sole risorse, ad una situazione di grande disagio.

Marialuisa Bellavia
mamma volontaria appartenente
all'associazione AGeDO