Lettera aperta ai cattolici della Diocesi di Pistoia
dalle madri e dai padri dell’Associazione Genitori di Omosessuali

 

Carissime e carissimi credenti, in questi giorni il pastore che vi guida ha scritto una lettera, diffusa su molti quotidiani e da voi certamente conosciuta, ai consiglieri del Comune di Pistoia, nella quale chiede chiarimenti sulle unioni civili, sull’orientamento omosessuale e sull’ipotetico declino della cultura maschile, affinché possa illuminarvi rispetto a questi temi.
Vi scriviamo, dopo una lunga riflessione, perché siamo preoccupati per voi, in quanto ci pare che veniate palesemente guidati da un pastore che mostra, non evangelicamente, troppa aggressività verso i nostri figli e le nostre famiglie poiché il Vostro vescovo, nelle sua lettera, insinua che i nostri figli sono minoranze prepotenti, che sono esseri incompleti nel loro sviluppo affettivo, anormali e opera un grossolano e infamante parallelo tra i nostri figli omosessuali e i mafiosi, i terroristi e i pedofili.
Noi abbiamo figli omosessuali ed eterosessuali. Abbiamo imparato il valore vero del concetto di famiglia, che è accettazione delle diversità, che è convivenza civile basata su modelli differenti e adatti ad ogni figlio, unico nella sua esistenza.
Dall’esperienza con i nostri figli, omosessuali ed eterosessuali, abbiamo imparato il significato del rispetto di ogni essere umano, e vi confessiamo che abbiamo molto sofferto di fronte agli insulti volgari e acritici del Vostro vescovo.
Nella sua lettera non abbiamo trovato una sola parola di comprensione o conforto, ma solo aggressioni gratuite infarcite ogni tanto da termini della sociologia e della psicologia, del resto fuori luogo e scorrette in quel contesto: manifestano una incompetenza quasi totale, una protervia e una arroganza che solo i fondamentalisti hanno.
È risaputo che un decimo della popolazione è omosessuale: di conseguenza un decimo delle famiglie ha figli omosessuali, quindi anche quelle dei fedeli della Diocesi di Pistoia. E’ per questo che vi invitiamo a reagire, chiedendo al Vostro pastore di non insultare mai più nessun cittadino, nessuna minoranza, nessuna persona. Vi sollecitiamo invece a invitarlo con forza ad occuparsi di onestà e corruzione, prepotenza e correttezza e non di insulti ai nostri e ai vostri figli perché non sono come lui li vorrebbe.
Avere un pastore intelligente e rispettoso, onesto e capace dipende da voi. Avere un pastore che coglie le diversità e ne fa fonte di ricchezza anche nella vostra Diocesi è anche compito vostro.
Vi invitiamo a esigere dai vostri Pastori, anche quando sono Vescovi, un comportamento consono e un atteggiamento responsabile. Un mondo più civile dipende anche dall’impegno critico dei cattolici nei confronti delle diversità. Vi ringraziamo e ci rendiamo disponibili sin d’ora con chi vorrà affrontare seriamente e serenamente con noi la questione omosessuale e familiare.
Con stima.
I genitori di persone omosessuali in Italia

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