14 aprile 2000
Signor Nantas Salvalaggio,
mentre scrivo sono profondamente indignata dopo la lettura
delle sue lettere uscite sugli ultimi due fascicoli di Oggi. Come
madre di una persona omosessuale e come presidente dell’AGeDO - Associazione
Genitori Di Omosessuali - e quindi a nome anche di un folto numero di genitori,
devo comunicarle che veramente non ne possiamo più anche noi di
tante ciarlatanerie di chi si crede nell’assoluta perfezione, legittimata
dalla propria indiscutibile eterosessualità, modello unico
di perbenismo umano. (La notizia dell’ultimo numero - 12 aprile 2000 -
affermava che, in base a una ricerca scientifica, il 90% delle persone
che hanno l’indice troppo corto rispetto all’anulare è sicuramente
omosessuale)
Ma come può permettersi un giornalista
che scrive su un giornale a larga diffusione mostrare tanta inciviltà,
maleducazione e mancanza di umanità verso una parte di lettori?
Ogni notizia sugli omosessuali ora fa moda, ma soprattutto diventa un appiglio
per distruggere moralmente molte ottime persone che possono, come le persone
eterosessuali, essere ricche di sentimenti (non solo per il proprio cane
come pare lei abbia), di valori morali, di grande creatività e capacità
produttive e relazionali.
Basta dunque enfatizzare queste banalità
degli indici troppo corti per poter appartenere ad un eterosessuale!
Credo che i suoi problemi siano molto
gravi se riesce a farsi andare il caffè di traverso a tale notizia
"scientifica" e a dover correre in bagno - di nascosto! - per
misurarsi le dita (il centimetro se l’è naturalmente fatto portare
dalla moglie!).
Non solo, ha dovuto chiamare un illustre
luminare, medico chirurgo (perché chiamare in causa la medicina,
è forse una malattia essere omosessuali?) per essere rassicurato,
come un bambino, altrimenti, da solo non ce l’avrebbe fatta a riconoscersi
eterosessuale, visto che la sessualità umana è ballerina!
Mi preoccupo, a questo punto per il suo povero cane in mano ad un padrone
così insicuro e…un tantino nevrotico!
Le mie parole non devono essere considerate
offensive: sono solo una risposta a troppe ingiurie che le persone omosessuali
e le loro famiglie sono costrette a subire.
Non se ne può proprio più!
O la sua è solo ignoranza della
tematica o, addirittura, è inamissibile incoscienza?
Attendo una sua risposta sul giornale.
Grazie
Paola Dall’Orto
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