Non so se l'indirizzo a cui rivolgere questa e-mail sia esatto. Se non lo è qualcuno la girerà a chi mi può rispondere.
La mia domanda è una. Perchè colpevolizzate i genitori che si chiedono aiuto a psicoterapeuti quando si accorgono degli orientamenti omosessuali del proprio figlio/a? Non è legittimo e forse doveroso ritenere che alcuni comportamenti sessuali (al pari di altri comportamenti) potrebbero (e sottolineo "potrebbero") essere causati da una seria difficoltà di rapportarsi all'altro sesso?
Ho voluto sottolineare il condizionale "potrebbero" per non essere accusata di presunzione... però mi sembra molto più presuntuoso e pericoloso, da parte vostra, liquidare il discorso dell'omosessualità con un'accettazione senza appello su quello che in alcuni casi potrebbe essere una "scelta" di ripiego di fronte a delle insormontabili difficoltà. Negare questo è negare la variante dei comportamenti affettivi ed amorosi di tutti gli esseri umani. Voi dell'Agedo, proprio perchè associazione di genitori che mettono al primo posto il bene dei propri figli, dovreste porvi in modo più aperto sulla possibilità che ci siano anche delle situazioni "risolvibili". Dico impropriamente "risolvibili" sapendo di essere accusata di omofobia, ma non importa. Penso che in ciascuno di voi, all'inizio del percorso che vi accomuna, era presente la speranza che ci fosse una "soluzione" diversa.... la speranza che il vostro figlio/a avesse una vita "normale". Si dovrebbe accettare tutto dai nostri figli? Non lo so... mi chiedo se in alcuni casi non sia doveroso capire se c'è qualcosa da capire e, possibilmente, risolvere. Poi, eventualmente, si accetta quello che la vita ci riserva.
Inoltre mi chiedo? Perchè nei giovani gay c'è questa ostentazione della sessualità, questo voler sessualizzare tutto. Non c'è un sito gay che non ostenti foto "sensuali" di maschi nudi (come mai le lesbiche non usano gli stessi mezzi?) e offerte di incontri a sfondo sessuale. E' normale? E' giusto per una associazione di difesa di diritti, incoraggiare questi comportamenti? Vi siete mai chiesti (sicuramente sì, ma vorrei sapere la risposta) che effetto può avere ciò su un adolescente (e non solo) che magari si può sentire turbato e temere di essere gay? Quanti ragazzi pensate possano essere caduti in questa trappola? Magari i più insicuri, quelli un pò sfigati che, stanchi di collezionare rifiuti femminili, si affidano a "mani accoglienti" di ragazzi pronti a consolare e a soddisfare il loro bisogno d'amore. Pensate che questo non possa succedere molto più frequentemente di quanto si possa pensare? Si dice che oggi le ragazze sono molto aggressive e, di fronte a ciò, molti ragazzi temono farsi avanti.... Nell'ambiente gay questo non succede... c'è l'attivo, il passivo... c'è posto per tutti (sessualmente parlando). Quando invece esaminiamo quanti di questi ragazzi riescono ad avere rapporti duraturi e quanti invece hanno rapporti promiscui, incapaci di costruire delle vere basi per una convivenza a lungo termine, allora qualche dubbio è lecito.
Per questo vi chiedo di aprire le menti. Non relegate i vostri figli in ruoli da cui è impossibile uscire... Smettete di fare tutte insieme le torte per i vosti figli gay (magari trentenni) in occasione della festa della mamma; facciamo tutte insieme le torte per i nostri figli, gay e non gay senza doverle esibire pubblicamente.
I vostri figli gay, come i figli etero, fanno sesso con chi e come vogliono e per far questo non hanno bisogno del sostegno materno (gli etero non lo chiedono) .... è patetico. Sarebbe bello associarci per i diritti di tutti e non in circoli "ghettizzanti". Associamoci anche per i diritti di chi, forse ha dei problemi, ma non gli viene riconosciuto il diritto di averne(o sei gay, o sei bisex, o sei etero.... ma ti viene negato il diritto di essere terrorizzato o intimidito dalle ragazze, o di avere qualche altro tipo di difficoltà sessuale. Sì, ti viene negato il problema perchè ti viene negato il diritto alla soluzione). Così uno si crede gay, si circonda di gay che lo accettano per quello che lui pensa di essere...odia chi in famiglia tenta di dare una diversa interpretazione ai suoi comportamenti e così passano gli anni dell'adolescenza, dove è normale avere dei problemi di identità. Come mai si parla tanto di chi crede di essere eterosessale, si sposa ha dei figli e poi si scopre omosessuale... e, al contrario, non ho mai sentito dai vostri circoli ammettere il contrario... ci sarà pure chi si crede gay per mille motivi diversi e poi, quando forse è troppo tardi, scopre di non esserlo e si accorge di aver sprecato occasioni che non si ripresenteranno più, come quella di avere dei figli!?
Non neghiamo il diritto del dubbio ed il dovere di riconoscere il ruolo che una buona psicoterapia può avere in determinati casi. Fatelo, facciamolo per i nostri figli e così avrete PIENAMENTE diritto di chiamarvi A.G.E.D.O.
Affettuosi saluti
Firmato: una madre come voi, che ama il proprio figlio come voi, ma che non ha le vostre certezze.
P.S. MI PIACEREBBE AVERE UNA RISPOSTA PUBBLICATA NEL VS. SITO
Risposta di Paola Dall'Orto del 26 giugno 2006
Gentile mamma "senza certezze" ( e meno male, determinate certezze possono portare anche a pregiudizi e razzismo...)
Volentieri pubblicheremo la tua lettera sul nostro sito, anzi, ho mandato in lista AGEDO la sua lettera in modo che altri genitori oltre a me possano risponderle ciascuno secondo il proprio criterio che, ricordiamocelo , non è mai uguale, per fortuna.
In quanto alla mia risposta, dopo anni di comunicazione diretta ed indiretta con molti genitori e con i loro figli o figlie, ho sempre cercato di non forzare nessuno, di permettere a ciscuno di fare il proprio percorso che non è mai uguale a quelli degli altri genitori. Ho anche suggerito a quei ragazzi che i genitori volevano trascinare contro la loro volontà da uno psicologo/psichiatra, ad accondiscendere: se il professionista è veramente preparato può aiutare i genitori in un percorso di accettazione, soprattutto di comprensione e di serenità, può dare loro delle giuste informazioni che possano sgomberare il campo dalla disinformazione che è quella che può portare a gravi disagi a noi genitori e ai nostri figli.
Ma preferisco rispondere alla sua lettera punto per punto.
Sicuramente è legittimo supporre, pensare, creare ogni teoria sul perchè dell'orientamento omosessuale: purtroppo , nonostante gli studi, non si è arrivati a dare risposte certe su tutti i tipi di orientamento, compreso quello eterosessuale: solo ipotesi, in genere definite in base alle risposte che ci aspetteremmo.
Le scienze umane, senza giudicare in base ad un giudizio morale, confortate anche dall'affermazione dell'OMS del 1993 (Organizzazione Mondiale della Sanità) che ha depennato l'omosessualità dalla lista delle malattie, hanno appurato che l'omosessualità è uno dei tanti orientamenti sessuali (finora negati, anzi condannati) che le persone NON SCELGONO e che sono costrette a subire, inizialmente con gravi malesseri, spesso arrivando anche al suicidio pur di non condurre una vita difficile soprattutto perchè condannate dalla società, dalle chiese, spesso dalle famiglie stesse, tenuti ai margini della società.
Non liquidiamo dunque presuntuosamente il discorso omosessualità spingendo i genitori all'accettazione senza appello, ma prendiamo in considerazione che NESSUNO SCEGLIE mai di essere omosessuale : accompagnamo dunque i genitori a fare appello all'amore che essi hanno per i loro figli o figlie in una prospettiva di relazione serena con loro, di appoggio per affrontare i disagi, i pregiudizi, le ingiurie che vengono ldal mondo esterno, quali fossero esseri abominevoli e non figli come gli altri. Anzi spesso vanno aiutati in modo particolare perchè la loro adolescenza non sia un inferno, in preda ai bulli di ogni tipo, nella scuola, sul lavoro, per le strade: proviamo un pò a metterci nei loro panni...
Ci chiediamo anzi quando finiranno gli insulti di politici, di religiosi contro di loro, dei genitori stessi, intolleranti, rigidi.
L'omosessualità non è dunque una scelta di ripiego, generata dall'incapacità di relazionarsi con l'altro sesso. Ricordiamoci che al giorno d'oggi i nostri giovani hanno tutte le possibilità e tutte le porte aperte per farlo.
Non pensiamo proprio di accusarla di omofobia: lei è una dei milioni di persone che NON CONOSCONO, CHE IGNORANO, non per loro colpa, ma perchè nessuno li aiuta a capire, a conoscere, a comprendere, anzi li spinge ancor di più verso l'ostracismo, proprio contro gli insegnamenti di Cristo che invece predica l'amore.
In quanto agli innumerevoli tentativi di noi genitori, ebbene, ci sono stati, ma finalmente gli psicologi, gli psichiatri informati capiscono che l'unico loro ruolo è quello di aiutare la famiglia a capire. Chi non c'è riuscito ha imposto solo sofferenza ai figli/e: provi a pensare di essere coartato per potere diventare omosessuale: ci riuscirebbe? Io penso proprio di no. LE IDENTITà SESSUALI SI FORMANO NELLA PRIMA INFANZIA.
C'è chi sbandiera erroneamente ai quattro venti e con sicurezza la possibilità di una "guarigione", ma da cosa si deve guarire se non è una malattia? E su quali basi se i fallimenti si susseguono continuamente?
Quanto ho passato io personalmente per mio figlio Giovanni l'ho descritto in un libro che ho scritto con lui, ora ancora in auge, rivisto ed aggiornato dopo dieci anni: "Figli diversi- News generation" (Ed Sonda ) ed è ciò che moltissimi genitori hanno vissuto, trovandosi nella stessa situazione.
Purtroppo anche lei, come del resto hanno fatto molti di noi, sull'onda dei pregiudizi e degli sterreotipi sull'omosessualità, vede solo il lato sessuale dell'omosessualità, magari riferendosi solo ai giornali specifici, come del resto avviene nei giornali rivolti agli eterosessuali (solo che di questo nessuno parla, anzi qualsiasi rivista per donne o per uomini mette in mostra senza nessun problema nudi femminili e maschili).
Ecco che si cade nella generalizzazione: non tutti gli eterosessuali sono affamati di sesso, come non lo sono tutti gli omosessuali: ogni persona è a sè, indipendentemente dagli orientamenti sessuali ed alle proprie identità.
Mi domando dove lei abbia letto o trovato l'incoraggiamento da parte di noi genitori a comportamenti scorretti: noi ci battiamo solo perchè i nostri figli. etero o omosessuali che siano, godano di uguali diritti, di uguale rispetto e perchè non vengano continuamente discriminati.
Mi chiedo come si possa pensare che un/una ragazza "scelgano " di "diventare" omosessuali, spinti dal "nostro incoraggiamento"! Dovrebbero essere proprio sciocchi, addirittura stupidi e masochisti nel fare una scelta di sofferenza, nella sicurezza di una vita difficile!/p>
Come possiamo ancora fare riferimento all'"attivo, passivo" solo nell'ambiente gay?
Chi ha mai indagato sotto le coperte delle coppie ? I comportamenti per fortuna sono vari e variabili, per chiunque
Mi spiace che la sua lettera sia piena di enormità, come quella riportata sopra (vede che è indispensabile l'informazione e la conoscenza?) e mi preoccupa ed addolora che ancora al giorno d'oggi girino certe dicerie alle quale si dà piena affidabilità: ha ragione, occorre aprire finalmente le menti, sgombrandole dall'ottusità foriera di troppo dolore e sofferenza gratuiti.
E' vero, è patetico , anzi addirittura mostruoso leggere come una mamma (lo è veramente?)non sia riuscita a capire qual'è il suo ruolo, al di fuori del fare torte per i suoi - innumerevoli?- figli etero ed omosessuali: se è vero che ha un figlio omosessuale, non lo invidio certo, povero ragazzo. Ma come mai si interessa tanto a lui, forse è uno dei terrorizzati dalle streghe aggressive etero?
Lo curi allora per questo suo problema, che non è da poco e non dall'omosessualità: non è che l'ha terrorizzato per prima lei? Nessuno di noi nega il diritto alla soluzione dei problemi, anche a questo particolare ed increscioso problema, tale da ribaltere addirittura gli orientamenti Se pensa sia utile creare un'associazione di genitori che vogliono proteggere i loro figli inibiti, sfigati, incapaci di essere catturati dalle femmine, che si credono gay perchè rifiutati dalle donne, inizi subito e ci farà sapere: noi non potremo però aderire, non essendo a conoscenza di una simile preziosità umana. Mi pare anche che questo comportamento da sfigati si associ all'odio verso i familiari che tanto amorosamente lo vorebbero tutto votato alle femmine: la cosa è un pò complicata, ma si può fare.
A quali circoli lei fa riferimento? Io personalmente non li conosco, forse lei li frequenta e può essere più preciso. Intanto leggo che lei ha anche scoperto l'acqua calda: da che mondo e mondo gli e le omosessuali si sono sposati ed hanno fatto figli e può anche capitare che chi "credeva di essere omosessuale" (quello sfigato?) si sia redento e abbia scoperto la propria eterosessualità, ansioso di cogliere quelle lussuriose occasioni che ha perso (magari ne ha avute altre o proprio la sfiga è sempre presente?).
Il diritto ad essere AGEDO l'abbiamo già e dignitosamente e non abbiamo bisogno di riceverlo e di inquinarlo con l'attribuzione che ci vuole dare lei.
saluti
Paola Dall'Orto
Risposta di Patrizia, mamma AGeDO
Forse la persona che ci sta scrivendo non è una mamma di una persona omosessuale.
Dalle sue parole traspaiono molta freddezza.e distacco.
Innanzi tutto volevo farle presente che se qualcuno ha liquidato il problema dell'omosessualità, questi è stata l'Organizzazione Mondiale della Sanità
> (OMS), la quale ha dichiarato che l'omosessualità non è una malattia.
Detto questo e nonostante questo, noi genitori non l'abbiamo accettata ad occhi chiusi, ma abbiamo cercato di capire quello che i ns. figli sentono e soffrono quando si accorgono di ESSERE omosessuali. Se lei fosse la mamma di una persona gay, saprebbe per esempio che il rapporto e la conoscenza che hanno con l'altro sesso è ottimo, anche perchè le ragazze sono le loro migliori amiche.
Essere gay non è una scelta e nemmeno un ripiego di fronte alle difficoltà, la difficoltà al contrario è ESSERE gay e lottare tutti i santi giorni per
> essere accettati per quello che si è e non per il proprio orientamento sessuale.
Per quanto riguarda il "povero" adolescente che guarda l'ostentazione della sessualità sui siti gay, lo fa anche chi è etero, che ugualmente troverà offerte di incontri a fondo sessuale, o no?
Se guardasse attentamente e con il cuore aperto suo figlio, non vedrebbe l'ostentazione della sessualità, vedrebbe una PERSONA con la stessa voglia
di vivere, la stessa sperenza e aspettativa di vita delle persone etero, SOLO che la sua affettività è rivolta a persone dello stesso sesso.
Questo è quello che vediamo noi ogni volta che guardiamo negli occhi i nostri figli. Figli che debbono lottare per non essere derisi o peggio odiati dalla
società.
La maggioranza di noi ha anche figli etero, per cui noi genitori, per primi, non vorremo distinzioni e diritti diversi e non vorremmo doverci battere
per questo assieme a loro, per portare la ns. testimonianza fintanto che ci saranno persone che la pensano come lei.
Distinti saluti,
Patrizia, mamma di un ragazzo omosessuale
Risposta di Francesca Marceca del 04 luglio 2006
Gentile signora, l'agedo non colpevolizza i genitori che si rivolgono allo psicologo, purchè si rivolgano allo psicologo per se stessi e non per
terzi.
Lei ipotizza che l'omosessualità possa essere addebitata anche a difficoltà relazionali con persone del sesso opposto e all'immagine
positiva di questa che talvolta i mass-media propongono.
Ma lo stesso discorso potrebbe essere fatto in relazione all'eterosessualità, addebitata a difficoltà relazionali con persone dello stesso sesso e alla immagine positiva di questa che i mezzi di comunicazione propongono incessantemente.
Le assicuro che è più facile fare la corte a persone del sesso opposto che a persone dello stesso sesso, poichè esiste un fattore chiamato omofobia ancora molto diffuso nella nostra società.
Nessuno di noi nega la variante dei comportamenti affettivi e amorosi di tutti gli esseri umani, infatti ci è indifferente il genere sessuale delle persone con cui i nostri figli relazionano, mentre ci interessa molto di più la loro capacità di sentirsi in sintonia con se stessi e con gli altri, la loro capacità di rispettare se stessi e gli altri, la loro capacità di amare e di avere un'adeguata autostima.
Per il percorso di crescita fatto, molti fra noi genitori sono anche indifferenti all'etnia, al censo, alla religione, al colore della pelle, al titolo di studio.
Infatti ci interessano molto di più le qualità umane delle persone che i nostri figli amano.
Mio figlio non ha bisogno di essere eterosessuale per avere una vita quotidiana serena.
In quanto a una vita "normale" non la vorrei neanche io.
Dei nostri figli maggiorenni dobbiamo accettare le scelte, anche se non le condividiamo.
Con i nostri figli minorenni abbiamo il dovere di dialogare, sostenere, consigliare, contenere.
I giovani gay, anche se non celati, ostentano la propria sessualità molto meno dei giovani etero perchè in molte situazioni amicali e di vita sociale, per evitare lunghe spiegazioni, non esternano le proprie preferenze.
In quanto a siti e riviste gay e alle foto di baldi giovani, basta guardare le riviste o le soubrettes discinte della t.v. per capire che non vi sono differenze (tralasciando qualunque materiale di tipo pornografico).
Le assicuro che le persone sono più o meno promisque a prescindere dall'orientamento sessuale, basta sfogliare i quotidiani delle ultime settimane per farsene un'idea.
Non è vero che l'agedo è impegnata solo nella difesa dei figli omosessuali.
Dell'agedo fanno parte anche i fratelli e le sorelle eterosessuali.
Un mondo più giusto e libero sarà un mondo migliore per tutti i nostri figli.
Francesca Marceca, Agedo Palermo.