Lettera aperta di Amalia Giardina e Riccardo Di Salvo, AGeDO Catania

 

Sembra che in questi giorni ad alcune forze politiche ed ecclesiastiche importi solo delle problematiche sulle unioni di fatto. Un chiodo fisso che non lascia spazio ad altro. I DiCo, non sono poi una catastrofe e la battaglia che si è aperta tra laici e cattolici non avrebbe motivo di esistere. Come A.Ge.D.O. ( associazioni genitori e amici di omosessuali) esprimiamo una riflessione sull'argomento, sottolineando che i sentimenti di ciascun uomo non hanno niente a che vedere con il sesso. Identificare l'omosessualità soltanto con la sessualità è errato. Parliamo di amore tra due persone indipendentemente dall'identità di genere e quindi ci sembra assurdo fare la guerra a chi si ama e vuole riconosciuto questo amore. Oggi più che mai l'amore chiede libertà. Esso è il motore della vita e, in uno stato laico, non può essere manipolato e soffocato da falsità e dogmi standii e superati. Il vero cattolicesimo non può far morire Cristo nel cuore degli uomini alzando barriere che ne offuscano la vera natura. Come esponenti delle famiglie di omosessuali dissentiamo da una politica che emargina i loro figli e gli stessi genitori che spesso, a fatica e attraverso impervi percorsi, solo in piccola percentuale, accettano e amano figli e figlie nella loro diversità. Tutti siamo creature dello stesso Padre. Tutti dobbiamo avere uguali diritti davanti allo Stato italiano che ha il dovere di prendersi carico di “unioni” che sono pure famiglia. Il Papa poi, dovrebbe ricordarsi che omosessuali e lesbiche, sono persone come tutti gli altri, e sapere della sofferenza di tanti genitori nel vedere bistrattati e offesi i propri figli da coloro che invece dovrebbero dispensare amore. Per tante coppie omosessuali fedeli e stabili che conosciamo e che frequentano l'A.Ge.D.O., essere riconosciuti legalmente è un progetto di vita a cui aspirano.
Oggi A.Ge.D.O. e ARCIGAY a Catania lavorano insieme anche attraverso seminari e convegni nelle scuole superiori, per l'affermazione e il riconoscimento dei diritti degli omosessuali e la valorizzazione delle diversità in un dialogo pedagogico tra associazioni, alunni e docenti che mette in luce, purtroppo, una famiglia malata a causa della perdita di valori e di una forte omologazione voluta dal potere economico, politico e mass-mediale che ci vuole e ci rende tutti uguali. Non saranno assolutamente i DiCo o qualsiasi altra legge a favore delle unioni di fatto a far perdere la centralità della famiglia tradizionale o a far cadere quello che non sta più in piedi.

Amalia Giardina / Riccardo Di Salvo
A.Ge.D.O. Catania