12 settembre 2000
LETTERA APERTA ALL’ONOREVOLE
UMBERTO BOSSI
Come rappresentante dell’AGEDO, associazione
di famiglie che hanno figli o figlie omosessuali, mi devo congratulare
con il camaleonte onorevole Bossi che ha finalmente capito quale sia la
strada da percorrere a livello politico, strusciandosi fra le vesti del
papa, cercando di accapparrarsi i consensi delle innumerevoli beghine che
ancora non sanno pensare con la propria testa, inconsapevole che anche
le nostre famiglie sono tali con la benedizione di Dio – non certo con
quella del papa - , inconsapevole del fatto che, anche se si cerca in ogni
modo di nuocere allo sviluppo della società tutta secondo le esigenze
storiche, sociali ed antropologiche, la famiglia farà il suo corso
e sarà quella che permetterà il benessere dei singoli
individui, dei gruppi, dell’economia e quindi dello Stato.
Forse deve darsi una rinfrescatina rivedendo
gli innumerevoli tipi di famiglia che nei secoli si sono succeduti e scoprirà
così che la famiglia di oggi, quella da salvare (ma quale?) non
è certo la stessa anche di solo 50 anni fa.
Questi discorsi populisti li può
fare solo a chi non sa, agli ignoranti - non per colpa loro, s’intende.
A testa alta noi sosteniamo le nostre
famiglie ed aiutiamo i nostri figli/e ad affrontare gente come lei che
sa solo inveire, senza certo capire, usare violenza verbale e non, discriminare
chi è diverso e magari migliore.
Con quanto da lei affermato dimostra totale
assenza di coscienza morale e civile: un buon politico deve saper tener
conto di ogni persona presente nel suo paese senza escludere nessuno attraverso
la discriminazione, l’allontanamento, l’emarginazione, causa di profonde
sofferenze, soprattutto fra i giovani adolescenti.
Certe frasi, visto che la mia età
non è più verde, riecheggiano quelle di un leader morto tristemente
e di cui lei conosce perfettamente lo stile. Certo che un atteggiamento
del genere, se le permette forse di conquistare alcune fasce di elettorato
(che spero esigue perché l’ignoranza anche in Italia
sta sparendo) le farà perdere quella di tutti noi genitori, che
siamo milioni, il doppio dei nostri figli.
Lasci che sia solo il papa a lanciare
anatemi, senza usurparne il ruolo.
Evviva la famiglia, dunque, quella sana,
non manipolata in base a criteri elettorali, che sia luogo di affetti,
di sostegno, di solidarietà, di qualunque tipologia essa sia!
Paola Dall’Orto
Presidente AGeDO
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