Lettera aperta al Ministro Fioroni sul suicidio di un giovane 16enne a Torino

 

AGEDO Genitori di Omosessuali
Organizzazione di Volontariato Onlus - Associazione di Solidarietà Familiare
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Tel/fax 02.54.12.22.11

Signor Ministro,
bastava una telefonata. Ancora meno: bastava fornire al ragazzo un numero di telefono, o un indirizzo, o una sigla, per salvargli la vita. In una città come Torino c'era solo da scegliere a quale organizzazione affidarlo, che l'avrebbe preso in carico, lui e la tutta la famiglia.
Ebbene questo non è stato fatto dalla scuola, per ignoranza profonda. Non è un caso. La risposta della vicepreside "solo sciocchi scherzi crudeli", agghiacciante, è normale, identica a tante altre che abbiamo ricevute. Possiamo fornirle un bel dossier sull'indifferenza o sui discorsi avventati del corpo insegnante e degli psicologi scolastici...
E' ora di rimediare e in fretta, Signor Ministro, questa morte deve essere l'ultima. I progetti contro il bullismo omofobico sono pronti da anni. Noi li mandiamo a tutte le scuole, ma nessuno risponde. Sa dove riusciamo ad entrare? Dove ci apre la strada un prof omosessuale o vicino all'ambiente, che però non si espone personalmente per non rovinarsi la vita. E' così che nascono le chiacchiere sulle "lobby gay".
Lei che si mostra sensibile al bullismo crescente, si deve rendere conto che quello omofobico, che c'è sempre stato, è in crescita esponenziale, alimentato sappiamo bene da quali poteri in questo momento, e dai docenti stessi, che non si rendono conto che le loro opinioni sugli omosessuali possono ferire ed uccidere. Non pensano mai, i docenti, di averne in media uno per classe, cullandosi nella vecchia convinzione che quando uno lo è "si vede" e ci si regola. Prima era un tabù, ma ora che se ne parla e straparla c'è bisogno come il pane di corsi di informazione-formazione per docenti, a cominciare dalla nozione che tutto sta cambiando e adesso "non si vede" come prima.
Si vedono solo i suicidi, che fra gli adolescenti omosessuali sono il triplo che fra gli eterosessuali, poi ci sono i suicidi inspiegabili, che una spiegazione segreta forse ce l'hanno.
Ma non è il caso di Marco, che una mamma che lo difendeva ce l'aveva, e non è bastata contro l'insensibilità della scuola.
Immagini in che stato si trovano quelli che a casa non dicono nulla per paura di esserne cacciati.
Questo è il panorama, Lei che puo' faccia qualcosa per quelli che noi non riusciamo a salvare!

I genitori di adolescenti omosessuali