|
Devo dire che dal primo giorno, il 5 giugno, all'ultimo, mi sono veramente divertita in un susseguirsi di eventi culturali veramente interessanti, sino all'incontro con il sindaco, Giustina Destro, e alla sfilata che abbiamo percorso, noi genitori fra gli scrosci di applausi a non finire, fino all'ultimo intervento della nostra Elena De Rigo, mamma dell'AGEDO di Treviso: aveva le lacrime agli occhi, commossa ancora per la splendida accoglienza che, come genitori, abbiamo ricevuto da parte di persone omosessuali, eterosessuali, giovani, anziani. Ha ricordato il suo vissuto e la sua disponibilità ad aiutare tutti noi genitori ed i nostri figli in un contesto sociale che certamente non ci aiuta. Ma andiamo con ordine: il 5 giugno ho partecipato al primo incontro che aveva come soggetto la scuola, ma ahimè all'aperto, con la minaccia di un bel temporale: direi però che questo tavolino collocato alla buona dietro il Municipio per protesta contro il sindaco che non aveva concesso la sala degli Anziani, (negata per lavori di restauro, ma con l'offerta di un'altra sala, meno centrale però) - da notare che c'era come ospite anche un'ex ministro e professore universitario come Laura Balbo - ha attirato ancora più gente, forse curiosi, forse interessati. Ero un pò indignata per il comportamento del sindaco! Faccio poi un bel giretto e chi ti incontro? Il sindaco stesso che abbordo, decisa a parlarle: non è stato necessario. Dopo che mi sono qualificata, mi ha dichiarato tutta la sua comprensione, perchè anche lei mamma: che le telefonassi per un appuntamento. Cosa che ho subito fatto: mi sono recata da lei con Claudia Toscano, Presidente dell'AGEDO di Pescara, per farmi dare man forte. Insomma, dopo ben un'ora di dialogo, ci ha promesso tutta la sua disponibilità a creare in Padova un gruppo di discussione, alla presenza di un sacerdote molto aperto, per avviare un processo di sensibilizzazione per le famiglie - un pò bigotte, come afferma lei stessa- che proseguirà in un secondo tempo nella scuola. Se dobbiamo partire di qui, facciamolo pure! Sulla sua presenza al Pride come segno di riconciliazione con l'ARCIGAY, troppo indignata per le tribolazioni subite lungo l'arco di 8 mesi e come segno alla città del suo essere aperta e liberale, ancora non se la sentiva di darci una risposta. Ci avrebbe chiamato l'indomani. E l'indomani ci ha chiamato insieme a Alessandro Zan: Alessandro, elegante e signorile, ha cercato insieme a noi mamme, a mio marito ed a mio figlio Giovanni, anche lui presente, di convincerla a partecipare. Noi le abbiamo addirittura proposto di accompagnarla ed accoglierla tra di noi: è stata per un pò tentennante, ma poi ci ha consegnato una lettera in cui dava il suo benvenuto al Pride, seppure in corretto, ma difficilmente comprensibile politichese! Ancora qualche ora ed era dalla nostra parte! Benedette lotte politiche, giochi di potere, timori di scontentare qualcuno, che non permettono il fluido svolgersi dei troppo necessari percorsi dell'operare senza macigni davanti al nostro cammino! Era veramente sincera nell'evoluzione del suo tragitto che dalla contrarietà l'ha portata all'accondiscendenza ed alla comprensione. Paola Dall'Orto
|