Secondo incontro con il Sindaco di Padova del 25.6.2002
 
 
Ho sollecitato l'incontro promessomi prima del Pride approfittando della mia presenza a Venezia.
Conoscevo grossolanamente le vicissitudini affrontate dall'Arcigay prima del Pride. La Signora Giustina Destro, Sindaco di Padova asserisce che è stata fraintesa e che tutta la diatriba è stata strumentalizzata politicamente.
Sono stata accolta nella bella sala del Municipio dove era già in attesa un sacerdote, Don Attilio - credo suo consigliere spirituale, l'assessore agli affari sociali, ex campione olimpionico di scherma, e il Prof Rao , presidente dell'ASL che si occupa della formazione di formatori che sappiano introdurre l'argomento della sessualità e dell'affettività nelle scuole. I formatori sono un professore universitario ed una psicologa. Cercherà, in futuro, di introdurre anche la tematica omosessuale: a tale scopo ho proposto un incontro con la Dott.ssa Maurizia Bordin che si occupa già da tempo di formazione all'Asl di Asolo e che organizza corsi attraverso il “Laboratorio delle differenze”, (progetto che attinge alla legge 285). Verrà presto contattata.
Il dialogo è stato molto interessante, anche se talvolta trapelavano paure e limitata conoscenza della realtà omosessuale, vista senza distinguo, monoliticamente, situazione che del resto si verifica quasi sempre in chi non ha un approccio diretto, vissuto della realtà omosessuale.
Il sindaco ha mostrato molto interesse per un futuro sviluppo dell'incontro con la fondazione di una sezione dell'AGEDO anche a Padova, considerando il fatto che il problema prioritario è il sostegno alla famiglia.
Se i genitori capiscono, accettano la diversità dei propri figli, sostenuti da chi è già passato attraverso la via della paura, della vergogna, del dolore, ma ormai sereno e pronto a sostenere a sua volta il proprio figlio o la propria figlia omosessuale, questi potrà crescere sereno/a, non costretto/a, come finora si è fatto, a nascondersi o a gestire una doppia vita per crearsi una facciata di credibilità sociale: potrà essere se stesso/a, al sicuro perché fra le braccia dei propri cari.
Per noi genitori è però molto importante lavorare sostenuti dai propri figli – molti di noi sono incapaci di utilizzare le mostruosità moderne come il computer, altri hanno poco tempo perché il lavoro e la famiglia non ne lascia mai molto - per cui è essenziale avere una sede per l'Arcigay che possa ospitare e quindi sostenere, i genitori dell'AGEDO.
La nuova sede verrà quasi sicuramente concessa dall'ARCI.
Dobbiamo dimenticare tutte le diatribe precedenti - dolorose per entrambe le parti – e riaprire un dialogo costruttivo: la nuova sezione dell' Agedo nascerà in autunno, ma in precedenza ci sarà un ulteriore incontro con il sindaco per organizzare il lavoro.
Auguri alla mamma che inizierà, per ora da sola, questa importantissima iniziativa, aiutata dalla collaborazione con il comune e con i giovani dell'Arcigay locale.
 

Paola Dall'Orto   
Presidente AGeDO