Roma, il 22 settembre 2000
Libri e libertà: femminile e
maschile nella scuola per la vita.
Pari opportunità nei libri di
testo
Hanno partecipato: il Ministro Katia Belillo,
Giovanni Manzini –Sottosegretario alla
Pubblica Istruzione
Daniela Monteforte - Comune di Roma
–
Roberto Gulli – Associazione Italiana
Editori
Giuseppe Boccioni –Cisem
M.Grazia Nardiello –Ministero della Pubblica
Istruzione
Rappresentanti della Spagna e del Portogallo
Georgia Henningsen – Commissione Europea
Barbara Mapelli - Cisem
Le autrici del Vademecum per scrittori,
insegnanti ed editori
Trascrizione dell'Intervento di Paola
Dall'Orto, Presidente AGeDO
La scuola, di fronte al disagio
adolescenziale e scolastico, in questi ultimi anni ha posto particolare
attenzione alla promozione del benessere dello studente.
Desidererei, di fronte alla necessità di offrire pari opportunita'
in relazione alla componente di genere individuando altre impostazioni
per i libri di testo, ampliare l'ambito degli obiettivi del Polite riguardo
il loro aggiornamento.
Nell'ascolto delle problematiche che le donne hanno dovuto affrontare
per conquistarsi un minimo di autonomia e di parita' in ogni ambito
della vita - del resto non ancora del tutto acquisita - ho colto una
grande analogia con le difficolta' che ancora massicciamente devono
affrontare i giovani omosessuali per evidenziare e far valere la propria
identita'.
Il benessere del corpo, le relazioni sessuali, le identita', in quanto
aspetti fondamentali nella formazione della personalita' - strettamente
legati all'autostima, alla capacita' di prendersi cura di sè
e di prendere decisioni coscienti nei riguardi del proprio benessere
- sono entrati a far parte integrante della programmazione didattica.
Muoversi nel campo dell' "educare nelle differenze", per quel
che riguarda la diversità omosessuale, significa favorire:
- la nominabilita' e la visibilita'
dell'omosessualita', evitando l'esclusione delle ragazze e dei ragazzi
omosessuali e la loro conseguente colpevolizzazione;
- la possibilita' di fare i conti con gli infiniti pregiudizi e stigma
che gravano tra le persone giovani a proposito dell'omosessualità;
- l'occasione di affrontare in modo sereno il confronto tra le identità
sessuali, esplicitando i percorsi e le strategie che chi e' giovane
utilizza per costruirsi come persona e come individuo sessuato.
Ricordiamo che le persone
gay e lesbiche crescono in famiglie eterosessuali, che non offrono un
modello relazionale e sessuale valido per la costruzione della propria
identità sessuale e che nella scuola il tema dell'omosessualita'
E' un tabu', quando non ancora un insulto.
I programmi e i testi scolastici
propongono un solo modello normativo: quello eterosessuale e non vengono
neppure ipotizzate possibilità o strategie alternative. Tutto
cio' che nella storia, nella letteratura, nella filosofia, nelle scienze
potrebbe fare anche solo riferimento all'omosessualita' viene censurato,
quando non pregiudizialmente affrontato con imbarazzo. In questo modo
si elimina qualsiasi possibilita' per le stidentesse e per gli studenti
omosessuali di individuare dei modelli positivi di sè.
Nel campo della storia persino "l'Omocausto" (migliaia di
persone deportate nei lager nazisti perche' omosessuali) non viene riportato
nei testi scolastici (escluso il solo testo di storia del Finzi, edito
da Zanichelli). Si tace sui roghi dei sodomiti, non si parla apertamente
dell'omosessualita' dell'imperatore Adriano, non si da' peso all'intenso
rapporto di Giacomo Leopardi con Antonio Ranieri, eccetera.
Tacere, sottacere o dare informazioni errate: questa è la realtà
di oggi.
Il riferimento ai testi non
può essere certamente solo legato a quelli scolastici: come genitori
abbiamo simulato una ricerca sul tema dell'omosessualita', per un eventuale
aiuto au un nostro figlio o figlia, una delle mille ricerche che si
fanno nella scuola. Il dizionario e'
certamente il primo volume ad essere consultato: il Devoto-Oli afferma
che l'omosessualita' e' una deviazione dell'istinito sessuale dovuto
a corruzione, e alla voce "amore", premette che l'amore e'
solo tra due persone di sesso diverso. Alla voce "pedofilia"
parla di comportamento violento di maschi adulti verso bambini maschi,
sinonimo dichiarato di omosessualita'. A parte lo Zingarelli, altri
dizionari riportano la dicitura psichiatrica quale "deviazione",
"malattia" eccetera. Nel
"Dizionario dei Sinonimi e dei Contrari", a scanso di equivoci
l'omosessualita' non è neppure nominata. Forse non esiste...
In quanto alla psicologia,
nel dizionario Dalla Volta (ed. Giunti & Barbera) l'omosessualta'
viene definita come una perversione, un arresto dello sviluppo, unas
identificazione con la madre, una inversione sessuale. Nel
"Dizionario Erotico" di Massimo Fini (edito da Marsilio),
appena pubblicato, sentite un po' cosa afferma sotto la voce omosessualita':
"[...] Non è certamente un caso che i gay abbiano un'attivita'
sessuale intensissima e che a differenza dell'etero l'oggetto del desiderio
sia abbastanza indifferenziato. L'omosessuale può accoppiarsi
praticamente con chiunque, purche' sia del suo stesso sesso". "[...]
Mentre l'erotismo maschile, pur essendo, al fondo un gioco di annientamento,
di autoannientamento e di morte, puo' essere funzionale, almeno in via
teorica, alla fecondazione, quello omosessuale e' sterile per definizione.
C'e' quindi nell'omosessuale, maschio mancato, femmina incompleta, un
istinto di morte ancora più marcato che nei suoi colleghi etero.
Del resto nell'eros omosessuale, la merda e' per ovvi motivi un cult
con cui gli adepti trafficano spesso e volentieri, tanto nel concreto
che
nell'immaginario. E la merda e', quantomeno simbolicamente, lo zero,
il nulla ("sei una merda"), è cio' che e' stato scartato
dal corpo vivo dell'uomo, e' materia inerte ed inorganica. È
morte".
L'AGeDO dispone di una raccolta
di oltre 150 testi che comprovano tale visione razzista delle persone
omosessuali. Per non parlare poi di alcuni testi di religione.
Non voglio dilungarmi, ma si potrebbe purtroppo procedere all'infinito!
Immaginate ora come si possa sentire una persona omosessuale di fronte
a
simili affermazioni! Altro che suicidio! Ho proposto la stessa ricerca
ai genitori presenti nelle associazioni internazionali gemelle all'AGeDO
(costituitesi nell'Euroflag - European
Families of Lesbians and Gays) che non hanno riscontrato la stessa negatività
che si può riscontrare in Italia.
Tutti i testi scolastici, comunque, danno per scontata la sessualità
eterosessuale. Tali silenzi, censure, informazioni pregiudiziali hanno
una ricaduta negativa grave nella formazione dell'identita' sessuale.
Molti giovani raccontano delle loro sensazioni autodistruttive sperimentate
alla scoperta della propria omosessualita', identita' presentata appunto
sempre come modello negativo. Subentrano momenti di forte disistima
verso se stessi che possono portare, a causa del grande malessere, all'abbandono
della scuola, al rifugio nella solitudine, al timore del rifiuto e della
perdita dell'affetto della famiglia e delle amicizie.
E infine, purtroppo, anche al suicidio.
E' evidente quale grosso peso la lettura di questi testi possa avere,
in termini negativi, al punto da condizionare il benessere e la serenità
delle persone. Negli adoelscenti, in questo passaggio cruciale di formazione
dell'identita', vanno presi in considerazione alcuni aspetti:
- conoscenza (la facilita'
o le difficolta' ad ottenere informazioni corrette soprattutto sulla
sessualita');
- autostima (come una persona
si sente rispetto al proprio corpo e al piacere che puo' derivare da
questo; la considerazione di se stessi).
Durante l'adolescenza molti
giovani sperimentano una diminuzione della valorizzazione di se stessi,
una diminuzione dell'autostima dovuta a diverse ragioni: la capacita'
di scegliere/decidere e di relazionarsi/comunicare; in questa fase della
crescita puo' essere
difficoltoso esprimere pensieri, paure, speranze, idee eccetera.
Le giovani persone omosessuali affrontano questo passaggio cruciale
in un contesto ostile dal quale, tra l'altro, hanno appreso ed introiettato
i significati circa l'omosessualita'.
Per le persone omosessuali, al fine di strutturare una identita' sessuale
positiva e' necessario un lavoro di rielaborazione dei significati che
famiglia, scuola societa' in generale hanno loro proposto. La situazione
in cui ci troviamo ad agire e' lo specchio di una cultura e di una societa'
ancora profondamente omofoba, e da questo punto di vista il
primo obiettivo rimane quello di modificare tale cultura. E' chiaro
a tutti pero' che si tratta di una lavoro a lungo termine. I minori
omosessuali di oggi non possono aspettare tanto. La famiglia, d'altro
lato, e' l'interlocutore primo, ma anche quello piu' difficilmente raggiungibile.
Ci sono pero' altri luoghi dove e' possibile e doveroso intervenire.
In primo luogo e' importante aogire nella scuola che ha il compito di
prevenire il disagio e di promuovere il benessere dello studente.
Cogliamo pertanto questa occasione per auspicare interventi di educazione
alle differenze e alle diversità anche attraverso libri di testo
che dovrebbero:
- fornire informazioni corrette
circa l'omosessualita';
- reintegrare tutto cio' che, perche' attinente all'omosessualita',
e' stato censurato o ancor peggio stravolto;
- offrire piu' modelli di riferimento, compresi modelli positivi di
omosessualita'.
Con l'Organizzazione internazionale
Euroflag (unione delle forze italiane, francesi, inglesi, belghe e tedesche)
ci stiamo attivando per mettere a punto un progetto contro la violenza
di ogni tipo usata verso le persone omosessuali, in modo che questi
possano crescere sereni e sicuri di sè e nell'intento anche di
prevenire tanti comportamenti autodistruttivi, fino
al suicidio come soluzione piu' grave, cui ricorrono ancora molti giovani,
in percentuale molto piu' elevata rispetto ai coetanei eterosessuali.
Lo stesso Sottosegretario ha affermato che dove c'e' il rispetto dell'altro
c'è' democrazia, dove manca il rispetto c'e' violenza.
In Italia siamo sostenuti dal Ministero della Pubblica Istruzione e
da quello per le Pari Opportunità con i quali l'Agedo ha stipulato
un protocollo d'intesa. Una delle attivita' gia' in atto e' quella di
produrre corsi di aggiornamento per insegnanti, supportati dal video-documentario
"Nessuno Uguale" (prodotto dalla Provincia di Milano, girato
in alcune
scuole superiori tra studenti eterosessuali e omosessuali).
Ho trovato molto interessante l'apporto di Cecilia Robustelli relativo
al linguaggio. Uno degli usi della lingua e' quello di interpretazione
della realta'. Se non disponiamo delle parole specifiche, non possiamo
affermare determinate realta', e di conseguenza queste non esistono.
Oggi i termini per identificare i legami affettivi e parentali fra persone
consessuali, non esistono, per cui tali legami affettivi non hanno alcun
peso nella mentalita' comune, o vengono mutati dal linguaggio attuale.
Rita De Santis, Docente e componente dell'AGeDO, autrice del volume
"Il Nuoro" ha dovuto coniare questo neologismo per indicare
la relazione che esisteva tra lei ed il compagno di suo figlio! Termine
evidentemente provocatorio ma indicativo di una grave carenza della
lingua. Penso sia utile coniare nuovi termini specifici, senza mutuarli
dal linguaggio
corrente, per identificare questa realta' finora sconosciuta (quindi
non nominata, dunque inesistente).
Utilissime le informazioni di Georgia Henningsen sul Progetto europeo
Socrates di cui uno dei punti focali e' quello di promuovere le pari
opportunita' non solo fra i generi femminile e maschile, con particolare
attenzione alle persone con bisogni sociali e lotta contro ogni forma
di esclusione, compresi il razzismo e la xenofobia.
Proveremo a partecipare a questo progetto con la struttura Euroflag.
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