Come rappresentante dei genitori che hanno figli o figlie omosessuali, sento la necessità, profondamente offesa e preoccupata per integrità delle nostre famiglie, di reagire con forza contro gli incessanti insulti che i nostri politici lanciano contro i nostri figli.
Coloro che pensano di rappresentarci, seppur dotati di sconveniente rozzezza, ignoranza, incompetenza culturale e politica, poiché protetti dall'immunità parlamentare, non possono essere oggetto di una formale denuncia. Non godiamo così di nessun appoggio giuridico per chiedere che finalmente le nostre famiglie vengano tutelate, a livello pubblico e privato, dalla volgarità che i nostri figli e figlie omosessuali, adolescenti e non, sono costretti a subire incessantemente.
Nel momento delicato della formazione della loro identità (che tutti dovrebbero sapere non essere una scelta, ma un faticoso processo che non sempre porta alla serenità proprio a causa di queste volgari asserzioni provenienti non da parte di un incolto uomo qualunque, ma da chi si spererebbe fosse informato e colto, sensibile alle problematiche sociali, come ci si aspetterebbe da ogni nostro rappresentante!), questi giovani vengono derisi, fatti oggetto di bullismo prima a scuola e poi di mobbing sul lavoro. Ora si aggiunge, palesato senza ritegno, anche il bullismo a livello ministeriale….!
Vergognoso!
Si pensi a quale reazione può avere una persona, soprattutto se adolescente, che, così, gratuitamente, senza neppure essere conosciuta, si sente piombare addosso epiteti volgari che distruggono la sua autostima.
Chi dice di rappresentarci e che è inoltre retribuito per questo compito da noi tutti, comprese le persone omosessuali e le loro famiglie, dovrebbe sapere cosa vuole dire avere una famiglia al cui interno vivono – incolpevoli - un figlio o una figlia omosessuali, con tutte le loro caratteristiche umane positive, ma con la sofferenza di sentirsi discriminati dall'istituzione cattolica, dai politici, dai perbenisti tutti, e assurdamente persino da qualche famiglia che non li sa accettare, al punto di essere indotti persino al suicidio?
Chi così si esprime non riesce a sentire sulle proprie spalle il peso di così grave discriminazione?
Ci auguriamo che tutte queste pubbliche e nefande dichiarazioni facciano conoscere a tutti gli italiani la meschinità di alcuni politici ed il loro progetto di ricondurre ancora la persone omosessuali in un nuovo lager con persecuzioni di tipo psicologico, affettivo e di isolamento sociale.
Chiediamo che, a nostra tutela, il ministro Tremaglia venga indotto a dimettersi e che l'on. Buttiglione non debba rappresentare l'Italia in Europa, almeno nell'ambito della giustizia, valore che può essere proprio solo di coloro che hanno l'animo sgombero da pregiudizi e che sanno ragionare con la propria testa: come potrebbe non discriminare chi è ispirato da tanto odio?
Paola Dall'Orto
Responsabile AGeDO
(Associazione di genitori e amici di omosessuali)