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Spazio Agedo su Pride - gennaio 2001 A cura di Marialuisa Bellavia Ricevo una email da Enzo, che scrive: "ho letto la sua lettera su "Pride". Non so bene perché le scriva, ma mi piace molto che ci sia una organizzazione come l'Agedo che unisce in particolare genitori di omosessuali... mia madre ha rimosso la mia omosessualità... non vuole accettare quello che sono... sta male lei e non rispetta me... non credo possa cambiare il suo modo di sentire anche se il suo affetto per me resta immutato. Che esistano associazioni come l'Agedo è importante perché almeno arrivi l'eco che ci sono genitori che non si vergognano, che ne parlano alla luce del sole, chje manifestano per noi per dei sacrosanti diritti"
Caro Enzo, la tua lettera ci ha molto gratificato. L'Agedo spera, con il suo operato, di aiutare tante famiglie e cerca di cambiare, per quanto possibile, una cultura così iniqua nei confronti di tutti i suoi figli omosessuali. Vuole cercare di far ragionare le persone, di aiutarle anche a formarsi uno spirito critico che non sia condizionato dai luoghi comuni. Non credo sia l'età delle persone la causa prevalente della mancata accettazione di una realtà diversa da quella comune, ma piuttosto una scarsa elasticità (che si può riscontrare anche in persone giovani ma indottrinate), un'incapacità di vedere le cose da una angolazione diversa dal modo comune. Pochissime persone, pensando alla realtà omosessuale (se pure riescono a pensarvi) si rendono conto di quanto sia per voi necessario vivere la vostra identità apertamente, alla luce del sole; quanta sofferenza comporti il doversi nascondere, senza riuscire ad accettarsi interamente; dover subire discriminazioni pesanti o associazioni mentali ai pedofili; dover vivere tante difficoltà senza nemmeno contare sul supporto non solo affettivo ma anche psicologico della famiglia, come tutte le persone di questo mondo. L'Agedo però continua a sperare di cambiare la società e lavora con la massima fiducia e la gioia di chi sa bene quello che fa perché la vostra e la nostra sofferenza, nel futuro, diventi solo un brutto ricordo. |
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