Cosa succede nelle scuole?
Siamo nel duemila: chissà cosa doveva succedere di speciale! Fantascienza, romanzi, film, addirittura canzonette per ipotizzare il futuro progresso della scienza, della tecnica e, infine, dell’umanita’ intera.
Invece, ogni giorno, veniamo bombardati da cattive notizie e spesso ci affanniamo invano perché l'umanità, evolvendo, progredisca.
Scusate, ragazzi, se oggi mi sento pessimista: ho ricevuto, in un colpo solo, due notizie che letteralmente mi "attorcigliano le budella".
La più grossa, quella che fa più scalpore, è quanto avvenuto ad Orbassano, popoloso comune della cintura torinese dove Mario B., studente del liceo scientifico Araldi, ha subito maltrattamenti da un gruppetto di coetanei al grido “i froci devono morire”.La sua colpa? Sensibilità e rispetto nei confronti dei “diversi”, in questo caso delle persone omosessuali: l'unico atteggiamento civile che si possa immaginare e condividere.
"Le violenze sono quotidiane, ma solo pochi fanno denuncia” recita il titolo di un articolo apparso su un quotidiano nazionale. Purtroppo, devo dare ragione a chi scrive. Il minimo che possa capitare ai nostri figli è, infatti, secondo me, essere schedati penso illegalmente dalle forze dell'ordine, non per essere protetti ma piuttosto per poter essere indagati a colpo sicuro al primo caso di pedofilia, tanto per fare un esempio.
Noi, genitori Agedo, stiamo tentando con tutte le forze di cui disponiamo di cambiare questa meschina cultura, produttrice di tanta discriminazione e violenza che ha dato origine all'episodio di Orbassano, considerato da Franco Grillini "segnale inquietante, frutto di un clima di intolleranza, alimentato dalle forze di destra".
La seconda notizia riguarda non una violenza fisica, che riceve una riprovazione quasi universale e che, procedendo da una mentalità cosiddetta “naziskin” forse può ancora venire circoscritta e combattuta con vigore, purché lo si voglia fare, ma una violenza più sottile: la mancata discussione, in una scuola superiore di Carpi (Modena) sul disagio degli adolescenti gay nelle scuole, con la proiezione del nostro approvatissimo e diffusissimo video "Nessuno Uguale" e conseguente dibattito. Motivo della mancata autorizzazione? "L'omosessualità è un tema delicato, occorre che compaiano posizioni diverse. E' stato comunque il consiglio d'istituto a dire no" si difende il Preside.
Ben commenta il giornalista Umberto Galimberti, riferendosi alle notizie della giornata e criticando quanto spesso avviene ancora nella nostra scuola, tra i nostri docenti e i nostri studenti:
"La diversità sarà il terreno su cui far crescere le decisioni etiche, mentre le leggi del territorio si attorciglieranno come i rami secchi di un albero inaridito. Fine del legalismo e quindi dell'uomo come lo abbiamo conosciuto... e nascita dell'uomo più difficile da collocare, perché portatore di differenze sessuali, etniche, religiose... O la cultura fa questo salto mortale o implode... ma provino una buona volta questi professori a pensare in grande, ad avvertire i cambiamenti culturali e a trasmetterli a dosi massicce ai loro studenti, a bombardare le loro teste in modo da svuotarle degli stereotipi e riempirle di pensieri difficili da ospitare e così ingombranti da dover chiedere un lavoro di ristrutturazione della loro mente...
Forse quando andremo a votare sarà il caso di meditare su quello che continua ad accadere a molte persone omosessuali..."