Spazio Agedo su Pride - ottobre 2001
A cura di Marialuisa Bellavia

Cara Agedo…

Sono un ragazzo di sedici anni.
Ho da ormai molto tempo un dubbio che gradirei chiarire; dal momento che ho sempre avuto sempre buonissimi rapporti con mia madre e al contrario rapporti piuttosto “freddi” con mio padre, è possibile che l'essere stato a contatto per lo più con il genitore femminile possa aver influenzato la mia sessualità (sono gay)? Voglio cioè dire: se fossi stato un po' più con mio padre oggi sarei un “normale” eterosessuale o è comunque una predisposizione genica quella che determina la sessualità?
Mauro

Caro Mauro,
credo proprio che il tuo dubbio sia privo di fondamento. Certamente il tuo orientamento sessuale non dipende da difficoltà o scarsità di rapporti con tuo padre: pensa a quanti ragazzi e ragazze, per tutta una serie di motivi, vivono prevalentemente a contatto con un solo genitore: ci mancherebbe che questa situazione favorisse la formazione di una personalità gay!
Non ascoltare chi ti racconta queste cose, sono solo ipotesi ormai vecchie e superate.
Nessuno in realtà conosce i motivi di un orientamento sessuale, ma noi dell'Agedo abbiamo la convinzione che sia la Natura stessa a stabilire quello che ritiene opportuno per ciascuno di noi.
Non abbiamo prove che si tratti di qualcosa di genetico, nel senso di “ereditario”.
Non farti un terribile cruccio se non ti trovi dalla parte della maggioranza, perché non dipende da te, e cerca di vivere serenamente la tua grande capacità affettiva e sentimentale.
Non colpevolizzarti, non permettere agli altri di farlo e, soprattutto, sii in pace con te stesso, comportati secondo i dettami del tuo cuore. Non avere paura!
Se puoi migliorare i rapporti con tuo padre, sarà certamente opportuno che tu lo faccia e che, prima del coming out, l'atmosfera familiare e la tua situazione personale siano i migliori. Vedrai che, con la forza dell'amore, le difficoltà che inevitabilmente sorgeranno quando verrà quel momento saranno superate. Noi lavoriamo proprio per questo!
Nemmeno i tuoi genitori dovranno colpevolizzarsi: questo deve essere ben chiaro per tutti. Essere gay è un dato di fatto e come tale deve essere vissuto.
Tutti uniti, figli e genitori, dobbiamo darci da fare perché la cultura attuale cambi profondamente e smetta di “ghettizzare” i cosiddetti “diversi”, perché proprio la diversità individuale è la cosa che più ci accomuna.
Buona fortuna.

Gentile signora Luisa, mi permetto di scriverle dopo aver letto, all'interno del sito del Mario Mieli, il suo intervento (non tanto recente) al Seminario tenuto presso la Casa delle Associazioni di Brescia il 17/11/2000.
Anch'io, come ha fatto lei, mi presento: sono una figlia omosessuale di madre eterosessuale. Leggendo la sua esperienza mi è tornata in mente quella di mia madre.
Non sono più adolescente da tantissimi anni! Ne ho quarantadue e solamente a trentotto sono riuscita “ufficialmente” a condividere con mia madre il mio essere omosessuale. Sono una bresciana di genitori palermitani e ho avuto in dono una famiglia meravigliosa che mi ha sempre dimostrato un vero affetto e una vera comprensione.
Mia madre è stata e lo è ancora una donna non solo intelligente ma anche aperta e comprensiva nonostante i suoi settant'anni. Ho imparato che noi figli sottovalutiamo spesso i nostri genitori. A volte è vero anche il contrario.

Vivo con la mia compagna da anni e per mia madre noi siamo eguali ai miei tre fratelli sposati e a mia sorella, anche lei sposata. Quando andiamo a trovarla a Brescia (abitiamo a Roma) lei ci lascia la sua stanza da letto come fa con il resto della “ciurma”.
Mi dice sempre (ma soprattutto me lo dimostra) che per lei non è mai cambiato niente. Sono e resto sua figlia al di là della mia scelta sessuale.

Ho dieci nipoti. Ai più grandi (dai sedici ai ventidue anni) ho parlato di noi affinché, con il nostro esempio, possano comprendere che non vi sono diversità tra gli esseri umani. In questi giorni di vacanza i miei due nipoti più grandi sono a casa nostra per trascorrere con noi qualche giorno in questa bella città.
Spero che lei possa, attraverso altri interventi, far sapere che i genitori vanno apprezzati e amati quanto e come loro amano i figli. Tante volte ho ascoltato genitori che cercano di capire i figli, poche volte ho sentito figli capire la rabbia iniziale dei genitori.
Il discorso può essere molto più ampio, ma non intendo farle perdere altro tempo. Il mio scopo è solo quello di esprimere la mia solidarietà a tutti i figli/e che non hanno avuto il grande dono che ho avuto io con la mia famiglia. E a tutti i genitori che non ce la fanno ad accettare, vorrei dire di amare i loro figli al di là delle scelte omosessuali.
Un cordiale saluto
Germana (lettera firmata)

Grazie, Germana! Da me solo due brevi riflessioni:
1) Quello dei genitori, di solito, è sconcerto, più che rabbia; almeno all'inizio.
2) Non direi mai che quelle omosessuali sono delle scelte.

Appuntamenti Agedo:

Ricordiamo a tutti/e che il 26 ottobre 2001 allo “spazio Oberdan” di Milano si svolgerà il convegno sul tema “omosessualità e compiti dell'educazione”.