Spazio Agedo su Pride - maggio 2002
A cura di Maria Rosario Paci

Il caso “Bradipo” di Novara e l'Agedo

Tutto inizia quando un ragazzo di Novara, il 26 febbraio, ci chiede aiuto allegando un'intervista sull'omosessualità curata da due alunne dell'Istituto Tecnico per Geometri “Nervi”, uscita il 14 sul giornalino scolastico “Il Bradipo”. L'intervista è sbrigativa e superficiale, le risposte denunciano ignoranza e indifferenza, polarizzandosi fra distaccata tolleranza o violenta repulsione, con tanto di invito al rogo o al suicidio. Non c'è da meravigliarsene: perché i ragazzi di Novara, presi alla sprovvista davanti ai loro compagni, dovrebbero dimostrare presa di coscienza del problema?
Il ragazzo chiede aiuto, ma da sé ha già compiuto il primo passo, scrivendo al “Bradipo” e per conoscenza alla preside, lamentando la evidente carenza della scuola quanto a educazione al rispetto, alla comprensione e all'accoglienza. Ai primi di marzo il padre di un alunno del “Nervi” espone sulla “Stampa”, redazione di Novara, il proprio parere, dando della famigerata intervista una lettura così tollerante che finisce per accusare di intolleranza chi ha reagito dichiarandosi dolorosamente ferito. L'anonimo padre appare persona istruita, abile e prudente, indubbiamente perbene. Trattandosi dell'unica reazione da parte dell'Istituto è lecito supporre che sia stato incaricato ufficiosamente di spegnere uno scandaletto. Sopire, smorzare… la solita ipocrisia.

L'Agedo si mobilita: Paola Dall'Orto, presidente dell'Agedo, scrive alla Preside del “Nervi”, Prof. Anna Maria Bonini, ribadendo con la fermezza e la correttezza che la caratterizzano il nostro diverso modo di sentire e di ragionare e, contemporaneamente, invita gli aderenti all'associazione a fare altrettanto. Luigi Valeri, della segreteria nazionale dell'Arcigay, risolleva sulla “Stampa” il caso “Bradipo”, rispondendo alla lettera “insidiosa” dell'anonimo padre.
Intanto da Gay.it ci giungono notizie raccolte sondando l'ambiente circostante l'istituto Nervi, che rimane impenetrabile: diffuso malcontento tra gli alunni “soddisfatti” della loro scuola e della preside, alfiere della tolleranza, come avrebbe appunto dimostrato la loro libertà di espressione.
Sembra anche, secondo Gay.it, che la preside stia programmando un incontro tra gli alunni e uno psicoterapeuta, affiancato da un rappresentante di Gay.it.
Lascia assai perplessi che la suddetta preside, così tollerante, dopo aver ricevuto tutto il materiale che illustra intendimenti e attività dell'Agedo, incluso il protocollo di intesa con i ministeri della Pubblica Istruzione e delle Pari Opportunità e il video Nessuno uguale, sbatta il telefono in faccia alla nostra presidente che chiede un appuntamento. Ovviamente si riparte alla carica: chi avrebbe mai detto che un bradipo potesse galoppare?

Lo stesso materiale è ora inviato al Direttore regionale delle scuole del Piemonte, prof.ssa Marina Bertiglia, dirreg@scuole.piemonte.it, insieme alla “lettera del ragazzo di Novara”, della quale è doveroso citare il punto cruciale: “Confido che il buonsenso degli insegnanti e del Preside si sia sensibilizzato in modo che chi esperto lo è davvero possa venire a parlare a tutti gli studenti di omosessualità e rispetto del prossimo”. Che manchi il buonsenso?
La Direzione scolastica del Piemonte per ora non si è sbilanciata, ma ha nominato un'ispettrice che sta valutando se ci siano gli “estremi” per intervenire. Comunque non avevano ricevuto il materiale che sarebbe stato bene spedire nuovamente. Sarà bene che, come si è fatto per la Preside, si faccia per la Direttrice: vediamo di farle capire chi siamo e che cosa vogliamo.

Il fatto è che i baldi giovani verbalmente intemperanti credono di essere la maggioranza e si arrogano perciò il diritto di offendere e di ferire la minoranza, che ovviamente non si può difendere.
Questi ragazzi non sanno nemmeno cosa siano maggioranza e minoranza, cosa siano i diritti civili e cosa sia la Costituzione. Invece i genitori dell'Agedo muovono, in difesa dei propri figli, proprio dai fondamenti della Costituzione che, si badi, valgono proprio per tutti… solo che qualcuno tende a dimenticarsene.
Ciò che ci indigna non è la famigerata intervista, ma che l'intero “Nervi” si sia chiuso a riccio, mentre avremmo voluto che desse segno di aver capito che qualcosa non andava nella mentalità degli alunni, e che provvedesse a colmare le lacune con saggezza e tempestività.

C'è qualcosa di infantile nel barricarsi nel silenzio, nello sbattere porte in faccia. Volevamo dialogare e abbiamo offerto la nostra disponibilità. Abbiamo l'esperienza di base che nasce dal vissuto, ci siamo informati e confrontati fra noi e con numerosi esperti molto qualificati, siamo persino autorizzati dal Ministero e siamo organizzati a livello internazionale. La scuola di Stato è anche nostra, perché abbiamo contribuito a costruirla come alunni, a suo tempo, e poi come genitori, insegnanti e cittadini.
La scuola è per noi quasi più importante della famiglia, perché segue le nuove generazioni in un contesto più ampio ed articolato e può meglio cogliere, interpretare ed avviare a soluzione i conflitti primordiali ruotanti intorno a sesso, patrimonio, ruolo, e quelli “tribali” sempre più frequenti.

A scuola sono chiamati esperti per l'orientamento professionale, specie per settori in espansione. Noi vogliamo semplicemente che siano chiamati anche esperti qualificati per l'orientamento alla vita, sessualità inclusa.

NOTIZIARIO AGEDO

  • A proposito del “caso Bradipo” qualcosa si muove: la Regione Piemonte ha infatti commissionato 1300 video Nessuno uguale da distribuire nelle scuole! Inoltre l'onorevole Franco Grillini ha intenzione di presentare un'interpellanza in Parlamento.
  • Il 6 aprile a Bari la presidente dell'Agedo era presente all'apertura dell'Ufficio Nuovi Diritti da parte della Cgil e dell'Arcigay. Presenti Gigliola Toniollo, Franco Grillini, Sergio Lo Giudice e vari esponenti delle due organizzazione. La notizia importante è che un giovane allontanato da lavoro perché gay è stato reintegrato grazie all'intervento del sindacato. Sono stati presi contatti con alcuni genitori e forse nascerà l'Agedo anche a Bari.
  • Sempre ad aprile, a Firenze, dibattito sul progetto di legge regionale contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, presentato da Arcigay Toscana in collaborazione con l'associazione Ireos di Firenze, l'Agedo Toscana ed il MIT Toscana. Importante per l'argomento e per il livello degli interventi.
  • A Trieste il 12 aprile si è svolta una conferenza dibattito sul tema Il pensiero religioso e l'evoluzione dell'omosessualità nella società contemporanea promossa da Arcigay Arcilesbica “Arcobaleno”. Relatori Paolo Rigliano (psichiatra, autore del libro Amori senza scandalo ), don Pezzini (diocesi di Lodi ), G. Plescan (pastore della comunità valdese di Venezia) , don Franco Barbero (comunità Viottoli di Pinerolo), don M. Vatta (comunità S. Martino al Campo di Trieste). Dovrebbe aver partecipato una rappresentante dell'Agedo. Se sì, riferiremo le sue impressioni.
  • Il giorno 11 Graziella di Modena organizzerà la Festa della mamma invitando tutta l'Agedo. Per informazioni tel. 059 525391, ore serali.
  • Ricordiamo infine che il 13 maggio Paola Dall'Orto sarà a Trento per un incontro sul tema “Genitori, figli e identità sessuale”. Sarà proiettato il video nessuno Uguale. Sala circoscrizionale S. Giuseppe – S. Chiara, via Perini 1.