Finalmente adesso l'AGEDO è anche a Livorno!
Infatti, dopo tre anni che cerchiamo di far sentire la nostra presenza in questa "tranquilla" ed "aperta" città portuale della Toscana,siamo riusciti, dopo una serie di difficoltà a costituirci come associazione formalmente riconosciuta dagli Enti di questa provincia.
E proprio da questo riconoscimento una delibera del Consiglio dei Sindaci ha poi approvato il nostro primo progetto,o meglio una piccola parte di una delle tante iniziative che erano state presentate da AGEDO in collaborazione con ARCIGAY al vaglio del Comune.
La parte che è stata approvata è quella che avevamo introdotto fra gli interventi da fare nella scula e cioè quella in cui si prevedevano dei corsi di formazione rivolti agli insegnanti.
Sicuramente questo primo piccolo passo ci ha riempiti di entusiasmo, anche se non ci scordiamo che ciò a cui vogliamo arrivare sono i giovani, ci ha ripagato in parte dei primi anni trascorsi in "sordina", passati a bussare a tante porte che poi così aperte in questa città non sono.
Ma proprio perchè fondamentalmente l'obiettivo sono i giovani, e la scuola è sì un passaggio di indubbia importanza (la scuola con insegnanti e studenti però), che non va trascurata la priorità di aprire una sede sul territorio ed attivare una linea telefonica.
Faccio così riferimento all'articolo apparso su un quotidiano locale ("Il Tirreno") del 23 Gennaio scorso che riferendosi alla presentazione del progetto portava come titolo "Mano tesa ai gay nasce il progetto scuola".
Dall'articolo che segue il titolo, nonchè dal titolo stesso, si evince che non c'è poi troppo da entusiasmarsi, infatti il giornalista ha dato un riassunto fin troppo esatto di quello che è stato detto. Il Comune, nelle persone dell'Assessore al Sociale Alfio Baldi e del Presidente dell'Arci di Livorno Marco Solimano (visto anche che i rappresentanti delle altre Istituzioni invitate non hanno potuto essere presenti), ha infatti ribadito il concetto che è pronto "a tendere una mano agli omosessuali" senza però specificare cosa intende con questo.
Forse siamo stati noi allora a dare poca possibilità di comprendere a chi ci ha ascoltato ed eccoci al punto ascoltare, questo è quello che chiedono i nostri progetti. Vogliamo ascolto per poter far capire a chi non sa, perchè ha avuto false o nussun informazione, perchè non ha mai avuto interesse per questo argomento e per tutti coloro che non hanno capito che libertà di ognuno dipende anche da quella degli altri perchè noi siamo gli altri.
Ascolto è quello che chiediamo, mani tese per chi?
Non è facile forse far capire che è il mondo gay insieme anche alle famiglie a tendere la mano per cercare di creare una politica migliore, partendo dal concetto più ampio che può assumere la parola politico, in modo da sperare di creare le basi per società dove è la diversità è una ricchezza aggiunta.
A Livorno abbiamo voglia di provare a seguire questo percorso, la strada, lo sappiamo bene per conto nostro, sarà lunga e non facile, perchè come ha detto infatti l'Assessore Baldi alla presentazione del progetto e riportato in chiusura dell'articolo sopra citato "il Comune non si tira indietro, ma non è semplice trovare una sede o anche una semplice stanza. Abbiamo una serie infinita di richieste in tal senso comunque cercheremo di fare il possibile".
Per concludere riprendo due parole che ho usato all'inizio per descrivere la mia città "tranquilla e "aperta" e siccome penso ce ne siao molte altre a cui una descrizione del genere andrebbe bene, vorrei che qualche ragazzo mi scrivesse provando a dire come si vive in una città di questo tipo, dandoci magari un aiuto con le sue idee.
Un abbraccio forte
Mila