Spazio Agedo su Pride - maggio 2003
A cura di Mila Banchi

Sulla guida Agedo lo spazio che ho messo a disposizione per l'ascolto telefonico va dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 16, ma in realtà questo orario non ha mai limitato le telefonate. Cerco sempre di ricavare uno spazio di tempo per ascoltare chi chiama, perché penso che le difficoltà di chi ha bisogno di parlare non si possono confinare in un orario rigido, ed è più facile che sia proprio chi telefona che ha difficoltà a trovare i tempi giusti.
Potete dunque immaginare le corse al telefono a casa mia, anche perché ho una nipotina di cinque anni, e spesso lei è più veloce di me. Ora forse direte: “Che senso ha parlare su Pride proprio del lavoro dell'Agedo come linea di aiuto telefonico?”. Io penso che sia importante parlarne: proprio perché è attraverso questi momenti che è cresciuta la mia volontà di lavorare insieme agli altri genitori per cercare di aiutare il cambiamento del più diffuso modo di pensare e di agire, che costringe tanti ragazzi/e e tante famiglie a soffrire per un "problema" che in realtà non dovrebbe essere tale.
Quando ascolto una storia attraverso una voce che, se pur lontana, sento vicina perché riesce a trasmettermi le sue emozioni, sento comunque che è una storia diversa dalle altre che ho già ascoltato, e da quelle che ascolterò. Nuclei familiari diversi in luoghi diversi per cultura e realtà sociali e politiche.
Ho ascoltato ragazzi/e molto giovani, adolescenti, che ancora si sentono pieni di dubbi sulla propria identità o pieni di timori nei confronti del mondo, specie quello degli adulti. Ragazzi che hanno parlato in casa, delusi dell'atteggiamento dei genitori a quello che a loro sembrava un gesto di sincerità, e allora cercano noi perché giustamente pensano che un genitore che ha vissuto lo stesso percorso può dar loro la speranza di recupero del rapporto familiare.
Ci sono state anche telefonate che forse non immaginavo e che mi hanno fatto riflettere su altre necessità: gli anziani, ad esempio. Ho ascoltato la meraviglia di queste persone settantenni nei confronti dei cambiamenti di mentalità nei giovani e il loro raccontarsi in percorsi difficili, che spesso li hanno condotti a un senso di solitudine e di abbandono, e che chiedono di pensare anche a loro, in qualche modo. Ci sono state telefonate di giovanissimi transessuali che mi hanno parlato delle loro difficoltà ad inserirsi dignitosamente nel mondo del lavoro, e di come scioccamente la gente vede il loro futuro solo legato al mondo della prostituzione.
Devo essere sincera: telefonate di genitori ne ho avute veramente poche, in questi anni, e devo dire che in definitiva quelle che ho ricevuto erano chiamate di persone che cercava solo conferme ma che non trovavano così "terribile" avere un figlio/a omosessuale. Magari mi chiedevano come era andata a me, come famiglia, con i nonni e con la "gente".
Tutto questo è il mondo delle telefonate Agedo: ascoltare, ascoltare… e a volte queste voci diventano voci che aspetti di sentire ogni tanto perché ti aggiornano sui progressi della loro situazione e talvolta, perché no, ti fanno sentire la loro amicizia.
Vi voglio bene.

Anche a Catania l'Agedo
Di: Francesca Giardina (presidente Agedo Catania)
Genitori e figli, pur avendo legami d'amore forti, di fronte alla consapevolezza o al sospetto dell'omosessualità si sentono confusi ed addolorati, annientati. Non si ha nulla e nessuno per superare lo sgomento, il disagio di tale rivelazione. Proprio per questo nasce l'Agedo Catania, una realtà che nella serata dell'8 Marzo, nei saloni dell'ARCI, per la prima volta ha visto insieme un folto numero di persone omosessuali con i loro amici e genitori con i propri figli. È stato un grande abbraccio. E proprio questo ciò che l'associazione vuole realizzare: superare in modo sereno e tranquillizzante l'impatto con una “diversità” manifestata.
Tra gli intervenuti, è stata presente Francesca Marceca, presidente dell' Agedo Palermo con il marito ed uno dei suoi figli; i rappresentanti della LILA, Nino De Cristofaro, con la moglie Maria Grazia Messina e i loro figli; Giuseppe, un caro amico dell' Agedo di Milano con la madre, la sig.ra Lucia, del direttivo di Catania. Non è mancata la presenza di qualche famiglia che all'Agedo di Palermo aveva chiesto sostegno ancor prima che fossimo presenti a Catania.
Per il successo della serata si ringraziano quanti, con il proprio cuore e le proprie risorse personali, ci hanno sostenuto, trovando il coraggio di guardare a una realtà sottaciuta dalla società che la vuole nascosta. Ogni essere umano è una creatura meravigliosa ed unica: certamente, non vogliamo che la gioia di vivere di ogni essere umano venga soffocata o annientata da una società omologata e discriminante, che palesa indifferenza verso coloro che esistono ma si vuole siano invisibili.

Essere genitori di omosessuali
Di: Paola De Pittà (Venezia)
Il 29 e 30 marzo si è svolto a Verbania un laboratorio organizzato dall'Agedo sul tema “Essere genitori di omosessuali: tra crisi e sviluppo di risorse”. Qui di seguito un commento.

Carissima Paola Dall'Orto, è già passata una settimana dal nostro incontro a Verbania, eppure sento ancora viva in me l'emozione intensa provata grazie all'iniziativa promossa dall'Agedo.
Dopo aver conosciuto lo staff dell'Associazione ed averti incontrata, posso sinceramente riconoscere che il rientro a casa è stato più lieve e sereno, e per alcuni giorni mi ha consentito di sentirmi più forte nell'affrontare le aggressioni quotidiane della vita, reagendo agli affanni e agli sgarbi della cattiveria altrui, finalmente rivitalizzata dall'effetto terapeutico delle attività di gruppo svolte durante il week-end a Verbania. Personalmente, anche insieme a mio marito, durante i giorni scorsi, ho ripensato spesso ai momenti del nostro laboratorio, ritrovando, come da molto tempo non riuscivo più, il sapore di un piacere rassicurante e benefico, che mi ha ridato sollievo al cuore. Tutto ciò lo dobbiamo all'Agedo che ci ha senz'altro consentito un'esperienza significativa.
Mio marito ed io crediamo che il buon livello di coesione raggiunto dalle persone intervenute sia fondamentalmente scaturito dalla libertà del confronto nel lavoro in gruppo, che è stato percepito dai genitori presenti senza condizionamenti e secondi scopi; molti infatti hanno potuto raccontare le loro storie, come è accaduto a me, senza paura di scoprirsi e di ammettersi in crisi, non essendoci motivo di nascondere il proprio dolore e lo sconforto iniziale di fronte alla scoperta della realtà omosessuale di un figlio o di una figlia.
Personalmente, una volta che ho capito che l'omosessualità non si paga con l'isolamento, non essendo poi un fatto così drammatico da meritare l'emarginazione sociale, non solo è caduto il senso ingombrante e doloroso d'imbarazzo che mi isolava per quello che è accaduto nella mia famiglia ma, cosa che ritengo ben più importante, tale iniziativa mi sembra abbia dato a tutti i genitori la possibilità di scambiarsi confidenze e consigli, intrecciando nuove amicizie in un clima di solidarietà e di empatia che in me ha sortito l'effetto di ridarmi ancora speranza e fiducia nella vita e nel rapporto con mio figlio.
Ed è proprio la serenità ed il coraggio dimostrati dai genitori da anni sostenitori dell'Agedo l'esempio più bello per me.
Insieme a te, cara Paola, molte di quelle mamme e di quei papà hanno destato tutto il mio rispetto e la mia ammirazione, al punto che…non so ancora come taluni si chiamino, eppure già mi pare di aver con loro molto in comune, al punto da poterle considerare persone amiche, pur essendoci incontrate una sola volta.
La sai una cosa, Paola? Mi piacete tanto perché in voi ho ritrovato intatto e forse ancor più grande l'amore e la fiducia incrollabile nei vostri figli, dei quali continuate, giustamente, ad essere orgogliosi; e mi piacete anche perché, attraverso la sofferenza per cui siete passati, ora vi ritrovate con semplicità, arricchiti di generosità e di slanci per gli altri! Proprio come hai fatto con i tuoi dolci, Paola, e le tue buonissime crostate, l'averti conosciuta ed aver scoperto l'Agedo ha restituito dolcezza alla vita.…
Infine, mi piacete per le persone che siete o, se preferite, per il vostro senso civico di cittadini e cittadine: avete dimostrato una profonda coscienza umana e civile, essendo capaci di spirito critico, pronte a lottare in nome dei vostri e dei nostri figli per realizzare un mondo migliore e più giusto per tutti.
Grazie, dal profondo del cuore, a nome anche di Paolo, per questa indimenticabile ed insostituibile esperienza che è stata anche una grande lezione di vita!