Spazio Agedo su Pride - settembre 2003
A cura di Mila Banchi

Un saluto
Con questi numero si chiude la parentesi aperta da qualche tempo su PRIDE, che mi ha consentito di parlare con voi dell'Agedo, della mia vita di genitore che ha trovato in questa associazione il modo per lottare nella speranza di aiutare questa società a crescere, a essere più giusta e più rispettosa nei diritti umani.
In questi giorni tutte le associazioni devono essere più unite e più decise nel cercare la meta che vogliamo raggiungere.
La Chiesa tuona forte con il suo Lexicon e il suo card. Ratzinger, ma sappiamo benissimo che questo accade proprio perché sente di non avere poi più potere sulla vita della gente. D'altra parte il suo sbaglio di strategia è stato lampante. Non si può parlare di pace, di diritti umani, di rispetto per la diversità, chiedere scusa per gli errori commessi nel passato (nel passato ci sta pure il Medioevo e ci stanno pure i campi di sterminio?) e poi negare l'esistenza al 10% della popolazione mondiale o, peggio, incitare una nuova caccia alle streghe e qualcuno anche a riaprire "i campi" (vedi Lega).
Non è possibile condannare l'odio etnico e religioso, e incitare all'odio per il fratello, il figlio: se c'è un Dio è sicuramente un Dio che ci ama come ci ha creati, come un genitore ama i figli che ha voluto.
È il momento di salutarvi: per quanto mi riguarda continuerò il mio lavoro con Paola, Maro, Maria Luisa e tutti gli altri genitori Agedo sparsi per l'Italia e con tutti voi con sincerità e amore, ringraziando Giovanni e tutta la redazione di "Pride" per il lavoro che fanno per tutti noi.
Ciao bacioni MILA

Nota della redazione di "Pride": la rubrica (assieme ad altre rubriche) dell'Agedo cessa con questo numero per una riorganizzazione generale del giornale, che partirà dal prossimo mese.
Ci siamo comunque impegnati con l'Agedo a curare noi personalmente la copertura delle loro attività, e di dare loro spazio ogni volta che ne avranno bisogno.

Lettera aperta al Card. Ratzinger
Di Claudia Toscano - claudiaagedo@virgilio.it

Eminenza,
ho letto con attenzione il suo documento e la ringrazio per il coraggio della chiarezza. Mi permetto di fare qualche chiosa, per verificare di aver capito bene ciò che forse era un po' tra le righe.

1) "La dignità del matrimonio, fondamento della famiglia". Di tutti i matrimoni, anche di quelli in cui uno dei due è omosessuale ma finge di non esserlo, e la sera esce a fare la "checca" con prostituti e travestiti. Basta che non lo scoprano…

2) "Nel disegno di Dio il matrimonio è santo, mentre le relazioni omosessuali contrastano con la legge morale naturale. Gli atti omosessuali precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun modo possono essere approvati". Ma allora, tutte quelle giovani coppie omosessuali che conosco che sembrano veramente unite, stabili, fedeli, se non fanno parte del disegno di Dio di che fanno parte? Del disegno del diavolo? Non posso crederci, come non posso credere che faccio male o addirittura peccato a condividere le loro gioie e ad apprezzare la loro capacità di amare e donare, come insegna la Chiesa. E poi, con gli omosessuali cattolici come la mettiamo? E con i sacerdoti e le suore, che - mamma mia! - sono proprio tanti?

3) "Affermare chiaramente il carattere immorale di questo tipo di unione; richiamare lo Stato alla necessità di contenere il fenomeno entro limiti che non mettano in pericolo il tessuto della moralità pubblica e, soprattutto, che non espongano le giovani generazioni ad una concezione erronea della sessualità e del matrimonio, che li priverebbe delle necessarie difese e contribuirebbe, inoltre, al dilagare del fenomeno stesso". Lo Stato deve preservare che cosa? Il tessuto della moralità pubblica? Perché, si accoppiano in pubblico, questi? Credevo che lo facessero solo gli eterosessuali, direttamente o tramite fictions che entrano nelle case a tutte le ore, a portare ai giovani una concezione sanissima della sessualità e del matrimonio, dalla quale non c'è bisogno di difenderli, anzi! Il fenomeno dell'amore omosessuale può dilagare? Allora è contagioso? Bel guaio: grazie per avermi messa in guardia.

4) "Come dimostra l'esperienza, l'assenza della bipolarità sessuale crea ostacoli allo sviluppo normale dei bambini eventualmente inseriti all'interno di queste unioni". Ma lei come lo sa? È andato a verificarlo in America, o si basa sull'esperienza dell'infanzia negli istituti religiosi in Italia, dove in effetti manca del tutto questa bipolarità ed una sola persona deve badare a non so quanti? E poi questa persona, sacerdote o suora, chi ci assicura che abbia le pulsioni giuste?

5) "Mettendo l'unione omosessuale su un piano giuridico analogo a quello della famiglia, lo Stato agisce arbitrariamente (cioè non vi obbedisce) ed entra in contraddizione con i propri doveri". Quali? Quelli di difendere la morale cattolica, visto che voi ci riuscite così male? Prima di preoccuparvi dei costumi sessuali di chi non ha fatto voto di castità perché non cominciate a disciplinare le convivenze delle vostre pecorelle? O va tutto bene nei conventi, fra vescovi e seminaristi, madri superiore e novizie? Tutto a posto, nessuna molestia (omo)sessuale da quelle parti? Sono tutte chiacchiere, quelle che girano? Eppure le ho lette con i miei occhi più di una volta su certe riviste che non le raccomando, inserzioni di sacerdoti o frati che si dichiarano tali e cercano compagnia e affetto di altri uomini, non necessariamente sesso. Non so se è peccato, ma mi fanno tenerezza.

6) Lei esorta i politici cattolici a boicottare e vanificare leggi contrarie alla "retta ragione", se non possono fare altro. Giustissimo, spero che anche nelle scuole cattoliche si impartiscano questi insegnamenti molto utili nella vita: assoggettarsi lealmente alla volontà della maggioranza è una di quelle stupidate che chiamano democrazia.
Ma questa sua intromissione sui presunti doveri dello Stato italiano mi suscita la seguente preoccupazione: che certi cittadini scalmanati non pretendano di fare la stessa cosa con la Chiesa, che so, pretendere la verità sul famoso delitto delle guardie svizzere, su cui si chiacchiera sia di spionaggio che di omosessualità (che prospera all'ombra del Cupolone, si dice).
Oppure, questi gay screanzati sa che potrebbero fare? Al prossimo conclave manifestare sotto la cappella Sistina e tifare per un papa gay, ma ci pensa?
Il guaio è che avrebbero anche una bella lista di papabili, e lei lo sa, vero?

Con l'augurio che le sue tante pecorelle gay non si ribellino e non seguano l'esempio dei laici, la saluto e la ringrazio di nuovo per avermi suscitato tante riflessioni.