Una mamma per amica
apparso su "Pride" - ottobre 2003

di Stefano Bolognini

Ha aperto anche a Milano, a cura dell'Agedo, un consultorio per adolescenti e giovani omosessuali e per le loro famiglie. Per aiutare chi ha deciso di dire la verità ai propri genitori, e per aiutare le famiglie ad accettarla.

Via Bezzeca a Milano è una via come tante a dieci minuti dal duomo. Poi la percorri fino al numero 4 e ti accorgi che ha qualcosa di diverso. Una vetrina che espone un cartellone blu attira l'attenzione dei passanti. Sopra è scritto: “Mamma, papà, sono omosessuale…“. Che dite: entriamo?
Con un sorridente benvenuto ci accoglie nella nuova e accogliente sede Agedo (Associazione Genitori di Omosessuali) Marisa, madre di una ragazza lesbica di ventisei anni. “Siamo qui da maggio tutti i giovedì dalle 14 alle 17", ci informa, "rispondiamo al telefono e incontriamo madri, padri di gay o i figli stessi”.
Nella sua esperienza di volontaria sono tante le storie ascoltate, ma tutte simili. “Ci chiamano molte mamme di maschi e qualcuna di ragazza. Ciò che più mi stupisce è che i genitori telefonano perché sono a conoscenza dell'omosessualità dei propri figli prima, anche molto prima, che i figli stessi si dichiarino. Telefonano anche ragazzi, ormai tranquilli rispetto alla loro sessualità, che vorrebbero che aiutassimo i loro genitori. Solitamente le madri, dopo un po' di tempo, accettano. Lo scoglio più duro sono i padri. Finché lo sa mamma tutto è ok, ma non si deve andare oltre. Per i padri l'accettazione è più lenta, ma è possibile!”. È chiaro? I genitori potrebbe già sapere dell'omosessualità del/la figlio/a, averla accettata, ma non avere il coraggio di parlargliene. Forse è giunta l'ora di dirlo di persona.
Impossibile? No. Può aiutare l'Agedo, perché può fare davvero bene discutere, con madri e padri che ci sono già passati, della propria esperienza di "genitore o figlio diverso", prima telefonicamente poi magari faccia a faccia in questa sede, o davanti a un caffè.

Ad ascoltare Marisa, o le altre volontarie dell'associazione, sembra di aver di fronte la mamma che si è sempre desiderata. La sua esperienza è l'esperienza delle nostri madri: “Se penso a mia figlia e a quanto è rimasta da sola da adolescente! Quando l'ho saputo quasi morivo d'infarto. Ero una mamma impicciona e avevo il confronto con un'altra figlia, ma Anna proprio non la capivo. Andava e veniva e non raccontava nulla, ma le era successo qualcosa e non era tranquilla.
Poi ho letto la lettera che le aveva scritto una donna. Una sera gliene ho parlato.
Ora è tutto normale. Ci è voluto solo un po' di tempo.
Ora sono uscita allo scoperto come "mamma di gay" per aiutare genitori, ragazzi e ragazze a vivere una vita normale, perché sono come tutti gli altri.
Sono stata anche al Gay Pride di Bari. Avevo detto "non ci andrò mai", ma poi… È stato commovente. Alcune madri addirittura piangevano e ricevevamo applausi dalla folla e i ringraziamenti dai ragazzi gay
".

Marisa con i suoi modi gentili è lì, in carne ed ossa, a dimostrare che la madre che desideriamo esiste e può addirittura essere la madre che ci sta aspettando a casa: basta solo, da parte nostra, un po' di coraggio.

Alessandro Galvani, educatore e segretario dell'associazione, ci spiega che contattare l'Agedo è semplice. A Milano ci si può presentare direttamente in Via Bezzecca, ma in molte città italiane sono attivi "numeri amici" di sostegno telefonico a cui rispondono genitori di gay, oppure si può visitare il sito internet alla pagina http://www.agedo.org/index_i.html.
Infine, un genitore è disponibile a rispondere tra gli "esperti online" del sito www.gay.it.

Ma l'Agedo non si ferma qui.
"Milano, Roma e Palermo sono le nostre sedi più grandi e dispongono di un vero e proprio consultorio", continua Galvani. "Le altre sedi sono ospitate da gruppi Arcigay e non. In Sicilia un gruppo è addirittura in una canonica..
Sono disponibili psicologi e educatori, ed è attivo un centro d'informazione per insegnanti e per minori.
Qui a Milano Agedo è stata riconosciuta dalla giunta Formigoni, insieme ad una serie infinita di associazione cattoliche, come un'associazione di solidarietà famigliare e ha ricevuto dei fondi.
Con questi ci siamo dotati di una psicoterapeuta vicina al movimento gay, Daniela Ciriello, di un educatore e un sociologo. Quest'ultimo, alla fine dell'anno, strutturerà una brochure per le istituzioni educative che parlerà dell'importanza per un giovanissimo gay di stare tra coetanei gay. È ora che lo capiscano e che smettano, come fanno i cattolici, di fare finta che l'omosessualità non esista nell'adolescenza. Se penso a quanti genitori di adolescenti gay ci contattano...
Daniela è a disposizione per chi volesse un sostegno psicologico. Se la dichiarazione ha risultati problematici abbiamo anche un mediatore familiare. L'educatore strutturerà un centro d'accoglienza per minorenni gay che non si limiti alla piacevole chiacchierata tra giovanissimi, ma che faccia pressione anche sulle istituzioni educative per far sì che parlino d'omosessualità. Ci chiamano molti genitori di ragazzi giovanissimi e ci richiedono un luogo protetto in cui il figlio o la figlia possa confrontarsi con altri gay giovani. Parlare loro dell'Arcigay li spaventa un po'. Chiedono un gruppo protetto e vederlo attivo presso altri genitori li rende più tranquilli. Usciti da questa sede notano poi che la sede Arcigay di Milano è proprio di fronte alla nostra vetrina e si tranquillizzano ulteriormente.
Per il futuro stiamo organizzando di affiggere per Milano e zone limitrofe il manifesto che vedi in vetrina. Se pensiamo poi a quello che fanno all'estero...
".
Non pensiamoci, perché Agedo un passo dopo l'altro sembra inarrestabile.

Ad ascoltare i loro progetti per il futuro sembrano ormai lontani anni luce i tempi trascorsi dalla fondazione dell'associazione, nata dopo la pubblicazione del libro Figli diversi (Edizioni Sonda). Quel manuale per giovani gay conteneva una parte per i genitori di Paola Dall'Orto, attuale presidentessa dell'associazione. La pubblicazione destò scalpore e attorno a Paola si riunirono un alcuni genitori, madri e padri, decisi ad aiutare i propri figli nel processo di accettazione. Ora i genitori che lavorano per l'associazione sono 150 e i suoi successi non si contano.
Agedo ha prodotto (con gli scarsi fondi di cui dispone!) il filmato Nessuno uguale, un video per le scuole che mostrava per la prima volta adolescenti e giovani lesbiche e gay che parlavano di loro stessi di fronte a coetanei eterosessuali. Il filmato è stato poi tradotto in tre lingue da associazioni straniere.
Agedo ha co-fondato Euroflag, il gruppo dei genitori di omosessuali europei.
È poi entrata nelle scuole, ha incontrato il Ministro per l'Istruzione e denuncia giornalmente con decisone l'omofobia. Da ultimo i 'genitori diversi' stanno progettando di filmarsi mentre raccontano la loro esperienza. Vogliono un Nessuno uguale sui genitori, che possa essere proiettato dalla TV nazionale! Per questo stanno cercando genitori disponibili.

Agedo non è l'unica associazione italiana che offre aiuto a genitori e figli. Anche Arcigay ed altre associazioni hanno attivato "numeri amici", gruppi giovani e consultori con personale preparato anche a rispondere alle domande sui rapporti famigliari o più generiche sulla condizione di gay o sulle malattie a trasmissione sessuale. Li trovate con estrema facilità su internet o nella guida di "Pride".
Ma chi più di una mamma friendly può consigliarci su come affrontare i nostri genitori?

Per finire, chiedo un messaggio per i lettori di "Pride" che non lo hanno ancora "detto". Mi risponde Marisa: "Venite a chiederci come dirlo ai genitori. Sono una mamma che ci è già passata e forse potremmo rendere meno dolorosa questa fase. Oppure dite alle vostre madri e ai vostri padri di venire a trovarci perché confrontarci farà bene a tutti.
Ma anche se non passate di qua non dimenticate di inviare segnali chiari di ciò che siete ai vostri genitori. Non hanno le fette di salame sugli occhi, ma solo segnali chiari possono aiutare loro a capirvi. Vedrete che saranno pronti ad accettarvi
".