| Relazione di Marialuisa Bellavia, nostra
socia della sezione AGeDO di Milano, presentata in occasione del Seminario
tenutosi presso la casa delle associazioni di Brescia dal titolo Educare
al rispetto - Esperienze a confronto, realizzato in linea con principi
e finalità contenute nel progetto DAPHNE della COMUNITA' EUROPEA
per la prevenzione della violenza fisica e psicologica subita dagli adolescenti
che esprimono orientamento sessuale.
Brescia: 17/11/2000
Innanzi tutto mi presento: sono una mamma
Agedo, questo significa la mamma di un ragazzo gay. Ma ho anche altre due
figlie, maggiori, eterosessuali.
L’Agedo è una Associazione di genitori,
parenti e amici di persone omosessuali, nata nel 1993 con l’obiettivo di
affiancarsi alle famiglie nel momento del coming-out, cioè nel momento
in cui un figlio o una figlia dichiarano la propria identità sessuale.
Per quanto mi riguarda, dopo un lungo
travaglio, durato alcuni anni (infatti, l’impatto con un problema di questo
genere richiede in genere un lungo periodo di recupero) sono approdata
all’Agedo e qui, con convinzione e determinazione, ho cominciato ad operare
perché, sulla base di tutte le esperienze, gli stati d’animo, i
momenti più neri che avevo attraversato, mi sentivo in grado di
capire e di cercare di fare qualche cosa per i genitori e i figli che si
trovassero nella situazione in cui, per qualche tempo, ci eravamo trovati
mio figlio, mio marito ed io.
Notavo che mio figlio non riusciva ad
uscire da quello che consideravo essere il periodo peggiore della sua adolescenza.
Poiché tra noi c’era stata sempre molta confidenza e dialogo, cercavo
di farlo parlare, ma lui rispondeva sempre: “Mamma, non puoi capire”.
Infatti non capivo, nonostante tutta la
mia buona volontà e malgrado ogni sforzo per farlo.
Finalmente - aveva già 23 anni
- si decise a rivelarcelo.
E
da quel giorno è iniziato il mio percorso. Innanzi tutto ho messo
a fuoco di aver sempre considerato gli altri come “persone” in assoluto,
poi di aver dato loro i vari attributi che le connotavano. Così,
nonostante le condanne ufficiali da parte della Chiesa cattolica in cui
emotivamente ero molto impegnata, ho capito che dovevo essere io, da sola,
a capire ciò che è bene, che dovevo prendermi tutte le mie
responsabilità e dovevo seguire mio figlio nel suo mondo, tra i
suoi amici e compagni, così come avevo fatto e continuo a fare con
le sue sorelle maggiori.
Il figlio che si è voluto, curato,
educato ha diritto ad essere se stesso anche se è diverso da come
lo avremmo voluto. L’omosessualità di un figlio può essere
una grande opportunità di maturazione per un genitore, una grande
opportunità di crescita interiore nella comprensione che vi sono
molte e diverse identità; la frequentazione del suo mondo è
fonte di grande arricchimento, è molto più di un viaggio
in una terra che ci è sconosciuta, in un mondo troppo poco esplorato,
anzi quasi “negato” dalla società, soprattutto nel recente passato.
Dall’esperienza dell’Agedo risulta che
solitamente i ragazzi giovani , se non lo sanno per così dire “da
sempre”, cominciano a prendere coscienza del loro problema intorno ai 15,
16 anni, ma trovano il coraggio di confidarsi con i genitori intorno ai
18, 19 e oltre.
E’ importante che i figli capiscano, sappiano
che i genitori possono cambiare, possono capire; che se fino ad ora li
hanno aiutati continueranno ad aiutarli a crescere verso l’autonomia, a
realizzare la propria identità ed i propri progetti per il futuro.
Come ho già detto nella premessa,
l’Agedo si occupa, in primo luogo, di aiutare le famiglie in difficoltà
nel momento del coming-out: spesso i genitori entrano in crisi profonda,
marito e moglie divergono nel loro atteggiamento- attraversano quindi un
periodo di grande disaccordo e di solitudine interiore, disaccordo che,
a volte, li spinge alle soglie della separazione; le mamme si colpevolizzano,
cercano come e quando hanno sbagliato (anche perché la società
non è certo tenera con le famiglie….è sempre colpa di qualcuno
quando qualcosa sembra non andare per il suo verso); tentano di curare
il figlio o la figlia mandandoli in analisi …(infatti, i loro figli, se
non vengono facilmente accettati, possono dare qualche segno di insicurezza
se non di scarso equilibrio) e non capiscono che basterebbe solo prendere
atto della realtà, sia pure attraverso le mille difficoltà
che personalmente dovranno superare, perché i loro ragazzi riacquistino
una buona dose di tranquillità e sicurezza.
Il fatto che i genitori accettino l’identità
del figlio e il suo diritto a viverla pienamente è importantissimo:
la famiglia può infatti assumere, come già evidenziato, un
ruolo forte nel contesto dell’equilibrio dei suoi membri e, in seconda
ma non meno importante istanza, nel contesto sociale.
L’Agedo ha ben capito che aiutare una
famiglia all’accettazione del proprio figlio significa salvarne l’integrità
e renderla anche, spesso, un soggetto sociale attivo: il supporto di una
visione critica della realtà riesce a far superare tutti i pregiudizi
e indurre un reale cambiamento.
La nostra Associazione ha, quindi, in
un secondo momento, cercato di sensibilizzare le Istituzioni.
La gente di scuola sa quanto siano
decisivi la serenità, la cura, le attenzioni prestate dai genitori
anche solo per un approccio positivo dei nostri studenti allo studio e
per il loro rendimento scolastico.
La promulgazione della legge n. 285 del
28 agosto 1997 con le disposizioni per la promozione dei diritti e delle
opportunità per l’infanzia e per l’adolescenza, ci offre la possibilità
di allargare il raggio della nostra azione.
Nell’ articolo 1 viene istituito, presso
la Presidenza del Consiglio dei ministri, il fondo nazionale per l’infanzia
e l’adolescenza finalizzato alla realizzazione di interventi a livello
nazionale, regionale e locale per favorire la promozione dei diritti, la
qualità della vita, lo sviluppo, la realizzazione individuale e
la socializzazione dell’infanzia e dell’adolescenza……Si tratta di una possibilità
proprio per la scuola.
Nell’art. secondo si stabilisce che gli
Enti locali, i provveditorati agli studi, le aziende sanitarie locali e
i centri per la giustizia minorile possono approvare piani locali di intervento
della durata massima di un triennio, articolati in progetti immediatamente
esecutivi, nonché il relativo piano economico e la prevista copertura
finanziaria. Gli enti locali assicurano la partecipazione delle organizzazioni
non lucrative di utilità sociale (O.N.L.U.S.) nella definizione
dei piani di intervento.
Questo articolo apre alcune possibilità
alla nostra associazione.
Importante: nell’articolo 3 si parla
di fondi, infatti sono ammessi al finanziamento del Fondo di cui all’art.
1 i progetti che perseguono le seguenti finalità:
a) per quanto riguarda l’Agedo la
realizzazione di servizi alla relazione genitori-figli di contrasto alla
povertà e alla violenza………nel nostro caso si tratta della violenza
che un genitore o la società possono esercitare su di un figlio
che si dichiara omosessuale…..
Per quanto riguarda la scuola:
d) realizzazione
di azioni positive per la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza,
per l’esercizio dei diritti fondamentali, per il miglioramento dell’ambiente
urbano e naturale da parte dei minori, per lo sviluppo del benessere e
della qualità della vita dei minori, per la valorizzazione, nel
rispetto di ogni diversità, delle caratteristiche di genere, culturali
ed etniche….
L’Agedo ha stipulato un Protocollo d’Intesa
con il Ministero della P.I. e con quello per le Pari Opportunità
sulla base di questa legge.
Nell’incontro del 12 luglio di quest’anno
a Roma tra la nostra Presidente Paola Dall’Orto, Francesco Pivetta e Gabriele
Baroni, educatori, e le rappresentanti del M. P.I. dott.ssa Marano (distaccata
presso l’Ispettorato Ed. Fisica- coordinamento attività per gli
studenti) e la dott.ssa Peretti per il M.P.O. sono stati presi alcuni impegni:
Indire un bando di concorso
per favorire la creazione di un manifesto sulle diversità, omosessualità,
da stampare e far affiggere in tutte le scuole alla nostra firma.
Attivare il responsabile
del settore per un investimento obbligatorio nella formazione permanente
dei docenti: almeno un modulo della formazione dovrà essere legato
al tema omosessualità/diversità.
Ricevere dall’Agedo materiale
informativo, schede didattiche, interventi, materiale audiovisivo, filmati
e quant’altro da inserire nella Biblioteca pedagogica di Firenze presso
cui si formano e si aggiornano i docenti via internet.
Il Ministero si è impegnato a diffondere,
attraverso corsi e convegni, come attività di documentazione, il
materiale fornito dall’Agedo e investe sulla formazione dei docenti in
tre province e propone di accedere alla formazione dei docenti in altre
province italiane tramite l’accesso ai fondi europei per i progetti, collegando
il tema alle problematiche delle Pari Opportunità, oggi legato al
ruolo femminile, da estendere al tema della diversità sessuale e
di orientamento.
Questi gli impegni presi che, a mio avviso,
sono i più importanti.
Il video documentario che vi è stato
presentato è stato girato con l’apporto di studenti di tre diversi
Istituti milanesi (liceo classico, liceo scientifico, Istituto tecnico)
fa notare come, tra gli stessi ragazzi, siano necessarie la conoscenza
approfondita del fenomeno e l’accettazione dei compagni, cioè delle
persone che si presentano con qualche aspetto diverso, nel nostro caso
la sessualità, attributo che investe e permea tutto il mondo affettivo
di una persona: non è cosa di poco conto per la realizzazione di
un percorso tanto difficile come l’intera vita!
La scuola potrà favorire l’integrazione
e dare voce a chi non ha voce; si tratta di dare la possibilità
di una ricerca serena della propria dimensione affettiva, tenendo conto
del fatto che le identità personali non sono statiche, ma in continua
evoluzione: per tutta la vita ci adattiamo al mondo che ci circonda, al
nostro corpo e alla nostra psiche che si modificano e cerchiamo di adattare
il mondo a noi.
Per concludere, ecco i punti nei quali
l’Agedo è impegnata:
a) aiuto immediato attraverso colloqui
telefonici e contatti personali presso la Sede e non, anche di gruppo;
consigli, indirizzi, testi di rapida consultazione, corrispondenza privata.
In questo settore ci attribuiamo anche il compito di fare della prevenzione
al suicidio.
b) Educazione attraverso la Scuola attraverso
corsi di sensibilizzazione con le classi
c) Contatti e Protocollo d’Intesa con
i Ministeri competenti.
d) Pubblicazioni.
e) Consulenza per preparazione di tesi
di laurea.
f) Convegni su tema e giornate di studio.
g) Preparazione di un corso di formazione
per Formatori da parte del nostro comitato scientifico.
La nostra associazione è O.N.L.U.S
e si sostiene con le quote degli iscritti, le donazioni dei simpatizzanti
e attività varie nel settore da parte dei genitori che sono tutti
operatori volontari.
Marialuisa Bellavia
AGeDO - Sezione di Milano
Email: luisa.bellavia_at_tiscali.it |