PRIDE: C’ERANO ANCHE I GENITORI…..


Pride: momento indescrivibile, stupendo, di grande entusiasmo, gioia, comunicazione, possibilità di essere insieme in grande sintonia.
La commozione è stata grande, fino alle lacrime di molti di noi che hanno sentito come finalmente fosse possibile parlare di sé, seppur in mille linguaggi che sono di tutti gli uomini, convinti che finalmente ci fosse comprensione, scambio con il resto del mondo che finora aveva ignorato o finto di ignorare o  troppo egoista, arrogandosi diritti e libertà solo per se stessi o effettivamente solo ignorante e disinformato.

Siamo saliti pieni di gioia, noi genitori italiani da tutta Italia e stranieri rappresentanti di EUROFLAG (associazione europea di genitori cui aderisce anche l’AGeDO)  su quel carro stile inglese, a due piani - rosso, buffo e simpatico insieme, con i nostri ombrellini, rossi, targati A G E D O, una lettera per ogni spicchio, a lanciare le informazioni sul chi siamo e offerte di appoggio a chi non l’aveva ancora detto alla famiglia: pieni di gioia perché, per la prima volta, presenti ad una manifestazione mondiale, convinti di trasmettere tutta la nostra carica di amore  non solo per i nostri figli, convinti della possibilità che la nostra voce, il nostro appoggio, il nostro schierarci dalla parte di coloro che respingono l’odio distruttivo, da qualunque parte esso provenga, potesse portare un valido aiuto  ad ogni livello, anche politico.

Abbiamo simbolicamente voluto ribadire che la Famiglia è importantissima, che tutti noi lottiamo contro gli attacchi che le vengono fatti,  sia essa famiglia tradizionale o no e che è da questo punto fermo  che i/le giovani devono poter volare nel mondo con sicurezza. È la famiglia, insieme alle varie forze politiche, che deve prendersi in carico un’azione, anche legale se necessario, che permetta a questa enorme parte dell’umanità troppo bistrattata di vivere serenamente, senza vergogna né sensi di colpa, a testa alta. È la famiglia che deve aiutarla ad avere gli stessi diritti di cui godono i loro fratelli o sorelle: nelle nostre famiglie, come nel resto della società non ci devono essere figli/e o cittadini/e di diverso peso.

Solo il giorno dopo la nostra gioia è scemata: quasi nessun giornale aveva capito il peso sociale e politico di una simile manifestazione, sottovalutando volutamente il numero dei partecipanti, una marea umana per chi è salito sul palco, al Circo Massimo: sembrava di vedere un Colossal sulla Bibbia! Un milione…….? Forse sì
Il nostro bus è stato il più applaudito: abbiamo avuto dichiarazioni di solidarietà da un’infinità di gente (mamme, papà, bambini) venuta solo per  appoggiarci nella   richiesta dei nostri diritti!
Il bus delle famiglie non è mai apparso, solo pochi giornali ne hanno riportato la notizia: forse poco attaccabile, troppo perbene e stravolgente l’immagine stereotipata sugli omosessuali? Avrebbe potuto proporre un  ripensamento sui propri pregiudizi e stereotipi? Avrebbe potuto non attivare le polemiche dei perbenisti? Avrebbe potuto mostrare, come sarebbe stato giusto, anche l’altra faccia di questa realtà e permettere a molti giovani di identificarsi in immagini positive, “normali”, riportando così il discorso a questa tanto esaltata normalità?

Un poco più corretta la tv. Solo una grave pecca: “Suscià” di Santoro, per non voler fare una trasmissione “buonista”, come mi è stato detto, ha puntato tutto o quasi tutto sulle immagini di travestimenti, coloratissimi, trasgressivi, più volte utilizzati come stacco tra un’immagine e l’altra, rinnovando così il ricordo di un modo di essere che in realtà non riproduce affatto la realtà omosessuale. Di contro, a quale pro fare vedere una serata in discoteca di giovani in atteggiamenti piccanti - gli stessi del resto che si tengono anche in discoteche per eterosessuali, ma mai filmate o per lo meno non  proiettate  in un contesto che deve essere anche di alto valore sociale e politico - ?
Sul palco del Circo Massimo hanno parlato molti politici, positivamente, ma ha anche parlato un sacerdote che più di ogni altro si è esposto, rischiando sulla propria vita, e che come genitori abbiamo sentito il bisogno di abbracciare, perché sincero, perché tra i pochi che hanno avuto il coraggio di affrontare il colosso chiesa cattolica.
Ha parlato la rappresentante di Fflag (Gran Bretagna) e dell’Agedo, ma nulla di tutto questo è apparso: troppo noioso e soprattutto non capace di indignare chi al  potere ha bisogno di ciò che è fortemente trasgressivo per poter attaccare!
Ha ben ragione Alberto Contri del Consiglio di amministrazione della Tv : “la puntata è stata totalmente divergente dalla missione della Tv pubblica che parla di informare e formare al senso critico”. Per Giampiero Gamaleri la trasmissione “ha tradito la funzione civile del mezzo televisivo, ha distorto il fenomeno omosessuale, presentando le sue manifestazioni deteriori"
L’onda potente di calore umano, il senso profondo di questa manifestazione dove lo  avremmo potuto cogliere se non fossimo stati presenti?

Paola Dall’Orto
Presidente AGeDO