Pubblichiamo con estremo piacere una lettera giunta di recente alla nostra casella di posta elettronica. Essa rappresenta una concreta testimonianza di come si possa essere sereni, equilibrati, pieni di gioia anche durante l'adolescenza... e che spesso he l'unico problema sia rappresentato dalla famiglia che non sa capire e accettare!

10 aprile 2001

L'amore secondo un sedicenne



S
alve.
Mi chiamo Gianni, ho 16 anni.
Volevo innanzitutto congratularmi con voi per il vostro stupendo lavoro e per l'aiuto psicologico che date ai nostri genitori.
Io sono un normalissimo ragazzo romano, omosessuale, che vive bene la propria sessualità, senza vergogna e senza rimpianti, non ho molti problemi e posso consoiderarmi fortunato per essere cosi, e vi assicuro che se nella mia prossima incarnazione io potessi decidere, beh, deciderei di rinascere omosessuale... sono felice!
Dei miei genitori lo sa solo la mamma, e tutti gli altri familiari ne sono allo scuro, ma a scuola lo sanno tutti tutti... io non mi vergogno... anzi, quando sto a scuola e tutti mi vogliono bene, pur conoscendo la mia vera natura, a me sembra di vivere in un meraviglioso sogno... ... e come in ogni sogno, arriva sempre il momento in cui devi svegliarti e tornare alla realtà... Ecco, il mio sogno finisce quando entro a casa.... mia madre è preoccupata... lei ha paura che io possa soffrire da grande ed è convinta che io cambiero idea prima o poi... ma come faccio a farle capire che non si deve vergognare di me?? Loro si vergognano di me, sono arrivato a pensare questo... io dò loro molte soddisfazioni: vado benissimo a scuola, a casa aiuto a fare le pulizie, suono il violino da 8 anni e sono un ragazzo preciso, senza sgradevoli esternazioni, e gradirei avere un rapporto felice coi miei. Loro non mi fanno mancare nulla, anzi tendono a darmi sempre il superfluo, ma non capiscono che io preferirei vivere sotto ad un ponte ed avere 2 genitori sereni che stare come sto ora.
Mamma ha fatto un grande passo avanti e mi ha accettato, gia è un' ottima cosa!! Io non ho problemi a dichiararmi e a vivere la mia omosessualità, io non soffrirò e farò in modo che la mia vita sia bella e vissuta bene, ma voglio viverla sapenso che ho 2 genitori che mi aiutano, mi ascoltano e mi capiscono.
Voi avete già fatto molto per me, ho mostrato a mia madre il vostro sito e lei ha preso forza e coraggio... siete grandi!!!
Da quanto ho capito molti di voi hanno figli o figle omosessuali, e avete capito che questa non è una malattia psicologica, bensì è un modo diverso di vivere l'amore...
La chiesa condanna questa concezione di vivere l'amore, ma Gesù Cristo non la condanna... lui è dalla parte dei più deboli e accetta qualsiasi forma di amore, rivolta ad un genitore, ad un amico, ad un ragazzo, ad una ragazza, ad un animale, alla Natura....
Non dimentichiamoci che Dio è amore, e andiamo oltre la visione crudele, punitiva e onnipossente di Dio che ci fornisce la chiesa... Ho intrapreso 3 anni fa un cammino spirituale, e ho capito molte cose, ho letto molti libri, ho partecipato a mote riunioni, e nonostante la mia giovane età ho compreso cose che mi hanno aperto la mente, e che mi hanno fatto capire che l'essere omosessuale non è una condanna a morte, anzi, è una forma nuova di vivere l'amore, e quindi di uniformarsi a Dio, identica all'amore eterosessuale.
Ricordiamoci inoltre che IDDIO è AMORE, E COLUI CHE RESTA NELL'AMORE è IN DIO E DIO IN LUI.
Io vi ringrazio per tutto quello che fate, state facendo e farete per noi, perché avete dato una grossa speranza e un forte aiuto a molti genitori disperati, che grazie a voi hanno riscoperto nel proprio figlio gay una persona totalmente diversa, una persona normale con interessi normali, una persona da amare per quello che è in quanto tale...
Grazie di cuore.
Con tanta stima e affetto,

 

Gianni